Xiaomi non ha ancora venduto una sola auto in Europa. Ma lo farà. E ha già scelto come e tramite chi le venderà. Alla fiera IFA di Berlino, il colosso cinese ha firmato accordi con otto tra i principali gruppi di concessionari tedeschi, i primi partner retail del marchio cinese nel Vecchio Continente.
Una rete di vendita pronta prima ancora delle auto
Gli otto gruppi coinvolti sono Ernst Dello, Autohaus Dinnebier, Emil Frey Germany, Fett & Wirtz, Hahn Automobile, LUEG Mobility, Penske-Jacobs Innovation e SPT Avior. Xiaomi li descrive come tra i concessionari di marchi premium più affermati in Germania. Gli accordi coprono quella che l’azienda definisce una rete di vendita e assistenza di alto livello, necessaria prima ancora che la prima vettura arrivi in concessionaria.
È una scelta che si distingue da quella di altri marchi cinesi al momento in cui hanno fatto il loro ingresso in Europa. Questi hanno spesso preferito la vendita diretta o il modello ad agenzia. Anche Tesla, per fare un esempio, ha costruito la propria presenza europea senza una rete di concessionari tradizionale. Xiaomi punta invece a comprarsi l’accesso all’infrastruttura di vendita già esistente in Germania fin dal primo giorno. È una strada più costosa ma anche più rapida.
I numeri che spiegano l’ambizione
Il vicepresidente Xiaomi Auto per il business internazionale, Yu Liguo, ha collegato l’annuncio con i principali gruppi berlinesi al nuovo centro di ricerca e sviluppo di Monaco di Baviera, promettendo un impegno di lungo periodo sul mercato europeo.
Xiaomi ha consegnato oltre 700.000 veicoli in Cina da marzo 2024, data del debutto della prima elettrica del marchio, e sostiene di aver raggiunto la redditività in appena sei trimestri. Un ritmo che diversi costruttori tradizionali non sono riusciti a eguagliare nei loro programmi. La berlina SU7 ha superato le 500.000 unità vendute in 28,5 mesi, mentre il SUV YU7 ha raccolto oltre 240.000 prenotazioni nelle prime 18 ore dal lancio.
FONTE: Electrek
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



