Dopo le maniglie a scomparsa e il volante a cloche (ma anche i tasti fisici per le funzioni di sicurezza), la Cina aggiunge un altro capitolo alla sua stretta sul design delle auto tecnologiche. Questa volta a finire nel mirino sono le luci blu esterne che segnalano l'attivazione dei sistemi di guida assistita.
Un colore che non era mai stato autorizzato

Le cosiddette “little blue lights” (il nome tecnico ufficiale è ADS Marker Lamp) sono piccole luci esterne, generalmente installate su calandra, specchietti o montanti del parabrezza, che restano accese in modo continuativo per segnalare agli altri utenti della strada che il sistema di guida assistita del veicolo è attivo. Il colore scelto dai costruttori non è un blu generico, ma più propriamente un turchese, pensato per distinguersi dagli altri colori già regolamentati sui veicoli. Si tratta di una tecnologia diffusasi molto rapidamente: nella prima metà del 2025 risultava installata su oltre 750.000 veicoli in Cina, e BYD da sola la montava su circa due terzi dei propri modelli.
Secondo quanto riportato, il Ministero dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione cinese (MIIT) applicherà in modo rigoroso lo standard nazionale GB4785, che regola colori e funzioni delle luci esterne dei veicoli e ammette solo bianco, rosso, giallo e ambra. Il blu e il verde restano esclusi. Il divieto non è un generico stop, ma passerà da un meccanismo burocratico preciso. A partire dalle richieste di omologazione del mese prossimo, nessuna auto passeggeri equipaggiata con queste luci potrà più ottenere il certificato necessario per la vendita. Per i veicoli già venduti, invece, probabilmente i costruttori dovranno ricorrere ad aggiornamenti OTA per cambiare il colore delle luci o disattivarne del tutto la funzione.
Dal 2022 a oggi
L’uso di queste luci nasce nell'agosto 2022, quando Li Auto introdusse il sistema sul SUV L9, equipaggiato con cinque indicatori blu. La pratica viene adottata rapidamente da altri costruttori, tra cui Aito, Xpeng, Nio e BYD. Sulla Li Auto L9 2026, ad esempio, le luci sono integrate nella striscia luminosa “Star Ring”, che passa al blu quando la guida assistita è attiva. In assenza di uno standard unificato, ogni casa ha scelto posizione, intensità luminosa e tonalità in autonomia, generando le critiche principali: luci troppo brillanti e montate in punti che finiscono per abbagliare chi segue, soprattutto di notte o quando piove.
Il dibattito attorno a queste luci resta comunque aperto. Chi è contrario sostiene che possano distrarre gli altri automobilisti o essere scambiate per una freccia, e che rischino di trasformarsi in una sorta di “scudo di responsabilità” per il conducente, portandolo a supervisionare meno il sistema di guida assistita perché tanto c’è il sistema che avverte gli altri utenti della strada. Chi le difende, invece, sostiene che restano un segnale utile per gli altri utenti della strada, tanto più importante quanto più la tecnologia di guida assistita migliora.
FONTI: CnEVPost - CarNewsChina
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.


