Se c’è una certezza nella vita è che le auto hanno un volante. Ma ora anche questa convinzione potrebbe essere messa in discussione. È quello che emerge da uno degli ultimi brevetti depositati da Ferrari presso lo United States Patent and Trademark Office che descrive un’auto con due abitacoli identici, uno per il conducente e uno per il passeggero, ciascuno dotato del proprio volante. È un brevetto e, come al solito, non equivale a un progetto o a un modello in produzione. Ma questa idea è particolarmente curiosa e merita comunque di essere raccontata.
La curiosa idea di Ferrari

Il documento descrive innanzitutto l’abitacolo e, in particolare, il posto di guida. La soluzione più interessante riguarda lo sterzo, affidato a un comando dello sterzo compatto, simile a quello delle monoposto di Formula 1 che può estendersi dal cruscotto e rientrare al suo interno quando non viene utilizzato. Anche le palette del cambio presentano una soluzione inedita. A differenza delle Ferrari attuali, dove sono fissate al piantone dello sterzo, in questo caso sono integrate direttamente nel volante e possono ripiegarsi al suo interno.
Il passaggio più sorprendente arriva quando il documento, dopo aver descritto la postazione del conducente, ne propone una identica per il passeggero. Ferrari immagina un secondo gruppo sterzo completo, distinto dal primo, con lo stesso comando pieghevole. Proprio la capacità di ripiegarsi appiattendosi potrebbe spiegare un dettaglio ancora più insolito: l’intero piantone dello sterzo può scorrere lateralmente, spostandosi da un lato all’altro dell’abitacolo.
Ma a che serve?
Nel testo del brevetto, Ferrari giustifica questa soluzione con la possibilità per il proprietario di scegliere su quale lato sedersi a seconda del tragitto, per esempio attraversando un confine dove cambia il senso di marcia da destra a sinistra.
Un sistema così complesso, però, che richiede sterzo e freni completamente by-wire senza alcun collegamento meccanico, sembra una soluzione sproporzionata rispetto al problema che dichiara di risolvere. Le auto attuali già gestiscono con relativa semplicità le differenze tra mercati a guida destra e guida sinistra, semplicemente specchiando la plancia in fase di produzione. Il brevetto accenna anche a un possibile vantaggio in pista, permettendo al conducente di sedersi più vicino al lato interno della curva per affinare la traiettoria in ingresso, ma resta un’ipotesi marginale nel testo.
Vale la pena ricordare come un’idea simile non sia del tutto inedita in casa Ferrari. Parliamo della Ferrari F76. Quel concept mostrato nel 2025 aveva effettivamente due volanti e due fusoliere separate per pilota e passeggero, con l’obiettivo dichiarato di ottimizzare i flussi aerodinamici. Il brevetto attuale, per come viene descritto, si concentra soprattutto sull’ingegneria del meccanismo di scorrimento e ripiegamento del piantone, più che sul perché un cliente dovrebbe davvero desiderare due postazioni di guida identiche.
FONTE: CarBuzz
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




