Torniamo a occuparci della Ferrari Luce. La prima elettrica di Maranello che ha già fatto molto discutere (forse anche troppo). Lo facciamo per raccontare di un brevetto depositato all'Ufficio Brevetti statunitense (USPTO) che descrive un sistema di pannelli fotovoltaici retrattili integrati nel tetto. A cosa serve? Sono due le funzioni descritte. La più intuitiva è quella di ricaricare la batteria. La seconda, meno intuitiva, di ombreggiare l'abitacolo. Le due funzioni, però, non sono distinte perché lavorano contemporaneamente e funzionano solamente quando l’auto è ferma in sosta.
Come funziona questo brevetto

L’idea di mettere un pannello solare sul tetto di un'auto non è nuova. Ci sono poi tantissimi altri progetti e concept che hanno studiato ed esplorato questa possibilità. L’elemento interessante del brevetto di Ferrari (oltre a essere Ferrari) è nella struttura del meccanismo. Si tratta di un pannello flessibile arrotolabile, alloggiato in un vano interno al tetto, che fuoriesce attraverso una fessura quando il veicolo è parcheggiato.
Nel brevetto sono descritte due configurazioni. Nella prima, il pannello emerge verso il parabrezza anteriore, creando un'area ombreggiata sopra l'abitacolo. Nella seconda, un pannello emerge dalla zona del lunotto posteriore, inclinato verso l'alto per massimizzare l'esposizione solare. In entrambi i casi, sensori ambientali e dati meteo gestiscono l'apertura e la chiusura in modo automatico.

Il meccanismo di estensione si basa su un elemento a forma di U e due aste di supporto che guidano il pannello fuori dal suo vano. Una soluzione più complessa rispetto a un tetto solare fisso, ma che consente di sfruttare una superficie più ampia e di orientarla in modo più efficace rispetto alle celle integrate nella carrozzeria.
Un approccio inedito e controcorrente
Tra i motivi di discussione su questo brevetto (che per il momento resta tale e non sappiamo se e quando verrà mai realizzato) c’è anche un elemento “comunicativo” insolito. Le auto elettriche hanno fatto dell’autonomia e della capacità di ridurre il più possibile le soste per le ricariche uno dei loro punti di forza. Pensare a un’auto elettrica, per giunta una Ferrari, che quando sta ferma apre un pannello solare per ricaricarsi può far pensare a una debolezza dell’auto e della sua tecnologia di ricarica.
In realtà non è necessariamente così. Paradossalmente potrebbe trasformarsi in un punto di forza, aumentando le possibilità di ricarica della vettura che deve dipendere meno dalla disponibilità e dalla vicinanza di una colonnina di ricarica. C’è comunque di che discuterne, tra chi vedrà in questo brevetto l’ennesimo motivo per criticare il corso intrapreso da Ferrari e chi, invece, ne apprezzerà il tentativo di migliorare (per quanto in misura minima) l’autonomia.
FONTE: CarBuzz
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



