Continua l'attività di comunicazione con cui Ferrari cerca di far digerire ai fan la sua prima auto elettrica chiamata Luce, che ormai conoscono anche i sassi viste le polemiche infuocate che ha generato sui social.
Ultimo capitolo, per ora, un video in cui Lewis Hamilton e Charles Leclerc la mettono alla frusta, in cui intervengono anche tutti i pezzi grossi di Maranello a spiegare le peculiarità di una Ferrari ''adatta anche per l'uso in città'' e grande abbastanza da permetterti di ''condividere le emozioni'' con chi vuoi.
Quanto alle valutazioni espresse dai diretti interessati, l'esperienza insegna che possiamo concedere agli uomini del Cavallino la massima fiducia quando suggeriscono che la Luce esprima prestazioni formidabili in tutte le aree della guida più dinamica: accelerazione, frenata e cambi di direzione. Insomma, che si dimostri più agile delle aspettative, mascherando bene il suo peso, come si dice nel video, lo darei per scontato.
Il tema inaffrontato e la vera innovazione che farà scuola
Ma c'è ancora un elefante nella stanza ed è il tema inaffrontato dello stile, quell'aspetto che si potrebbe definire diplomaticamente divisivo, ma che invece ha raccolto una buona percentuale di pareri negativi: tanto da parte dei fan quanto da chi Ferrari e il car design li masticano da sempre, da Montezemolo a Walter De' Silva (''Anonima''), da Leonardo Fioravanti a Mike Robinson (''Non ha il DNA Ferrari'').
Ma una cosa va sottolineata: i momenti di ilarità dei due piloti di F1 sembrano autentici e per nulla coreografati. E il sound che si sente, ottenuto amplificando il rumore dei motori elettrici, anziché ricorrendo a una colonna sonora del tutto inventata, sembra toccare le corde giuste per partecipare davvero all'esperienza di guida in modo autentico.
Almeno in questo, Ferrari sembra aver inventato il sistema giusto per dare alle auto elettriche una voce non solo gradevole, ma addirittura sensata. Una voce che funziona come strumento per mettere in comunicazione il guidatore con la meccanica di un'auto che di meccanica ne ha meno del normale. Ma che fatta così può forse iuscire a raggiungere anche chi è abituato a sentire tutt'altre vibrazioni.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




