Show car

BMW M vuole portare le sue sportive nella polizia tedesca. Ecco la show car della M5 da 727 CV


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1 ora fa - Per ora è solo una show car.

BMW M ha trasformato una M5 Touring ibrida da 727 CV in auto di pattuglia. È un esemplare unico: per la serie serve la polizia.
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BMW M guarda alla polizia tedesca e lo fa con una delle sue station wagon più potenti. A Garching, vicino a Monaco, è nata una M5 Touring da 727 CV con la classica livrea blu e gialla delle pattuglie tedesche, i lampeggianti sul tetto e le dotazioni che richiamano un'auto di servizio. Per ora è una show car, realizzata per far conoscere il reparto di BMW M che sviluppa veicoli per le istituzioni. BMW, però, non esclude di produrla davvero se arrivasse una richiesta sufficiente da parte delle autorità.

Un’idea nata in fabbrica

BMW M5, la show car per la Polizia tedescaBMW M5, la show car per la Polizia tedesca

A Garching BMW M non sviluppa solo auto ad alte prestazioni. Lavora anche ai veicoli di servizio per la polizia e per gli enti di soccorso tedeschi. Sono in genere auto potenti, ma non i modelli M più estremi. Sascha Eifel, responsabile sviluppo di autorizzazioni, veicoli speciali e sicurezza funzionale di BMW M, racconta che l’idea è nata dalla sorpresa dei visitatori nel vedere auto di pattuglia nello stabilimento. «Quasi nessuno, nemmeno all’interno del Gruppo BMW, sa che qui a Garching si sviluppano anche i veicoli per le istituzioni», spiega, mentre i modelli M «li conoscono tutti». Da lì l’idea di unire i due settori in una show car.

Eifel ne ha parlato con l’ex responsabile dello sviluppo, Dirk Häcker, e col motto di quest’ultimo, «Just do it», ha avuto il via libera. Il team ha lavorato al progetto accanto ai suoi impegni ordinari, con l’aiuto dei colleghi del Centre for Public Sector and Special Vehicles dello stabilimento di Monaco.

Livrea e dotazioni

BMW M5 Polizia tedesca, gli interniBMW M5 Polizia tedesca, gli interni

La pellicola adesiva è la stessa dei veicoli in servizio: blu, giallo fluorescente e bianco retroriflettente, i colori della polizia tedesca, pensati per la massima visibilità anche con poca luce. Su una Serie 5 non c’erano problemi, ma i parafanghi e i paraurti più larghi della M5 hanno costretto a modificare la grafica. Il disegno rispetta le specifiche dei bandi ufficiali e BMW M mette di solito a disposizione il suo team perché la pellicola di ogni modello sia adatta e conforme. Per esempio, le zone dei sensori devono restare libere, per non interferire con i sistemi di assistenza alla guida.

BMW M presenta l’auto come pronta per i pattugliamenti quotidiani, a patto che le autorità la ordinino. Eifel, alla domanda se abbia tutto l’occorrente, è più cauto: «No, nello stato attuale non proprio». La priorità era renderla riconoscibile come auto della polizia, e dove possibile sono stati montati componenti specifici. La barra luminosa sul tetto è volutamente più piatta e aerodinamica di quella standard. L’estensione posteriore non è stata montata per la diversa geometria del bagagliaio.

Ci sono anche sedili in pelle Merino rosso e nero, che difficilmente sarebbero montati su un’auto della polizia, e sulle portiere posteriori lo stemma BMW prende il posto della bandiera dello Stato di Baviera. Il motivo di queste scelte? Lo spiega Eifel: «Finché non è un veicolo ufficiale della polizia, non vogliamo dare l’impressione di essere poliziotti». La M5 Touring è un’ibrida plug-in da 727 CV (535 kW), con 60 km di autonomia in elettrico secondo il ciclo WLTP.  Per Eifel il motore piacerebbe alla polizia, soprattutto a quella autostradale, che finora ha usato in prevalenza propulsori più tradizionali, come i diesel. BMW offre tutte le motorizzazioni per ogni modello, ma per ora i corpi di polizia si concentrano ancora sui motori termici. L’interesse per le elettriche, spiega, sta crescendo.

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    Daniele Di Geronimo
    Daniele Di Geronimo
    Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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