Strategie industriali

BMW, 8.000 tagli al personale dopo il crollo degli utili nel secondo trimestre


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44 minuti fa - Pesano il crollo in Cina e i costi legati alla crisi in Medio Oriente.

Il gruppo tedesco conferma le stime 2026 nonostante il calo degli utili, mentre crescono i tagli occupazionali nel settore.
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Che sia un periodo difficile per il mercato europeo è ormai noto. Dalla revisione al ribasso dei conti di Mercedes-Benz, penalizzata dal crollo delle vendite in Cina, alle decine di migliaia di esuberi che interessano il Gruppo Volkswagen (dove si parla di un rischio complessivo fino a 140.000 posti di lavoro e persino della chiusura dello stabilimento Audi di Neckarsulm) fino ai tagli fino a 6.000 unità annunciati da Porsche, l'industria automobilistica tedesca sta attraversando una fase di ristrutturazione molto critica. Ora è il turno di BMW, che ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un utile di 1,7 miliardi di euro, in calo del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e un nuovo piano da 8.000 tagli occupazionali.

Cina e Medio Oriente pesano sui conti

Il crollo delle vendite in Cina, scese di circa il 30% nel trimestre, è la causa principale del peggioramento dei conti di BMW. A questo si aggiungono i rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente, che hanno colpito trasversalmente l'intero settore automotive europeo. Il calo complessivo delle vendite globali di BMW nel trimestre si attesta intorno al 5%.

Il CEO Milan Nedeljkovic ha descritto uno scenario di sfide «in rapida escalation» per l'intero settore, citando la concorrenza globale sempre più intensa, le crescenti richieste normative su base regionale e le implicazioni dei conflitti geopolitici come fattori che condizioneranno il modello di business dei prossimi anni.

Nonostante il calo degli utili, BMW ha confermato le previsioni per il 2026, con un margine operativo dell'automotive tra l'1% e il 3%. È la stessa stima fornita a giugno, quando un annuncio sui conti in peggioramento aveva già spinto BMW a rinunciare alla partecipazione al Salone dell'Auto di Parigi.

Il quadro che emerge è quello di un'industria automotive tedesca alle prese con le stesse pressioni su più fronti. Uno scenario in cui i tagli del personale diventano una risposta comune tra i costruttori. E un problema serio per tutto il Vecchio Continente.

FONTE: Reuters

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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