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Crisi automotive in Germania: 225.000 posti a rischio entro il 2035. L’allarme che interessa anche l’Italia


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1 ora fa - Meno investimenti e occupazione in calo: il sondaggio sui fornitori.

Il sondaggio VDA fotografa una filiera in cui gli investimenti fuggono all'estero e ci sono 225.000 posti a rischio entro il 2035.

Qui c’è molto di più di un “semplice” battito d’ali di farfalla. Il riferimento è a quella legge non scritta per cui un evento apparentemente lontano può ripercuotersi, anche dopo tempo, da un’altra parte. Ed è quello che è possibile prospettare sulla crisi del settore auto che sta interessando la Germania. Il settore automotive tedesco, infatti, è in difficoltà e ci sono diversi dati che lo confermano. L’ultimo è il sondaggio che la VDA, l'associazione tedesca dei costruttori e fornitori automobilistici, ha condotto a maggio su 116 aziende della filiera e che fotografa un settore in cui per la prima volta il pessimismo ha superato l'ottimismo. Circa un terzo delle imprese intervistate prevede un peggioramento della situazione economica entro il 2027, contro un quarto che si aspetta una ripresa. Una prospettiva critica che interessa anche la filiera italiana, che da quella stessa industria dipende più di quanto si pensi.

Come la crisi tedesca può influenzare il settore auto italiano

Il dato più significativo riguarda gli investimenti. Il 67% delle aziende tedesche ha dichiarato di aver rinviato, cancellato o trasferito all'estero investimenti inizialmente destinati alla Germania. Solo il 2% ha indicato di voler aumentare gli investimenti sul territorio nazionale. Le destinazioni privilegiate sono i paesi asiatici (in testa per attrattività grazie a costi contenuti e mercati in crescita) seguiti dal Nord America e da altri Paesi dell'Unione Europea. I motivi? Tra i fattori che frenano gli investimenti in Germania le aziende citano i costi energetici elevati, la pressione fiscale, la burocrazia e il costo del lavoro.

L'emorragia di investimenti si riflette già sull'occupazione. Il 54% delle aziende intervistate sta attualmente riducendo il personale in Germania, contro il 3% che sta assumendo. È il valore più basso mai registrato nei sondaggi VDA. Ma c’è anche un altro dato molto interessante. Tra le imprese che tagliano posti in Germania, il 44% sta contemporaneamente assumendo all'estero. La stima complessiva della VDA è di 225.000 posti a rischio nell'intera industria automotive tedesca entro il 2035 rispetto al 2019. Tra le cause anche la transizione verso l'elettrico. Questa, infatti, pesa sulla filiera dei fornitori più che sui costruttori, perché produrre un'auto elettrica richiede circa un terzo di manodopera in meno rispetto a un veicolo con motore termico.

La crisi del settore automotive in Germania ha ricadute dirette anche sulla filiera italiana. Come già evidenziato in passato, l'Italia è tra i principali fornitori di componentistica per i costruttori tedeschi. È un settore che conta circa 2.000 imprese e oltre 200.000 addetti ed è fortemente esposto agli andamenti produttivi degli stabilimenti di Volkswagen, BMW e Mercedes. Un rallentamento strutturale della produzione in Germania, legato soprattutto a una progressiva delocalizzazione degli investimenti, si traduce inevitabilmente in meno ordini per chi produce componenti nel nostro Paese.

Le previsioni non sono buone e quando si parla di crisi difficilmente si riesce ad avere una prospettiva positiva. Ma la storia, anche quella recente, racconta altro. Non tutta la delocalizzazione tedesca, infatti, si traduce automaticamente in un danno per l'Italia. Quando un fornitore tedesco chiude o sposta la sua produzione, la sua quota di mercato non scompare, ma viene sostituita. È già successo con Recaro, lo storico produttore di sedili tedesco fallito nel 2024 la cui produzione è stata trasferita in Italia da Proma Group. Anche in Italia non mancano le difficoltà e la riduzione degli investimenti da parte delle aziende, ma quel battito di ali di farfalla proveniente dalla Germania non è, almeno per ora, necessariamente un presagio negativo.

FONTE: VDA


Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 19/06/2026
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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