Il Gruppo Volkswagen ha da poco fatto chiarezza sul suo piano di ristrutturazione che prevede una riduzione dei modelli e un ridimensionamento della capacità produttiva. Nulla è stato detto, invece, su possibili chiusure di impianti tedeschi e su di una nuova sforbiciata della forza lavoro. Una serie di voci affermavano invece che si sarebbe passati da 50 mila a 100 mila esuberi ma il Gruppo tedesco non ha detto nulla al riguardo.
Caso chiuso? Nemmeno per sogno perché ci sono nuovi voci su nuovi possibili tagli, tanto che un allarme lo ha lanciato indirettamente il Consiglio di fabbrica del Gruppo tedesco.
Blume dovrà fare chiarezza
Reuters riporta infatti che il Consiglio di fabbrica di Volkswagen ha dichiarato che terrà assemblee straordinarie del personale ad agosto in cui sarà presente il CEO del Gruppo, Oliver Blume che dovrà rispondere alle domande dei lavoratori sulle voci di piani che minacciano fino a 140 mila posti di lavoro.
Blume parteciperà a riunioni con il personale presso la sede centrale dell'azienda a Wolfsburg il 25 agosto e presso gli stabilimenti di Emden e Zwickau il 26 agosto. Le sedi degli incontri non sono state scelte a caso. Emden e Zwickau sono infatti due dei quattro impianti che rischiano la chiusura nei prossimi anni, stando a una serie di indiscrezioni circolate nelle passate settimane.
Il nodo centrale delle discussioni sarà ovviamente il possibile ulteriore ridimensionamento del personale. Con i sindacati, Volkswagen ha concordato 50 mila esuberi ma di recenti, voci parlerebbero di ulteriori 50 mila posti di lavoro a rischio a cui se ne aggiungerebbero ulteriori 40 mila se davvero Volkswagen andasse a chiudere 4 stabilimenti. Totale, 140 mila esuberi. Un portavoce della Volkswagen ha dichiarato che al momento non ci sono accordi con i sindacati e pertanto ha rifiutato di commentare la cifra.
Non rimane che attendere novità.
Fonte: Reuters
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