BMW ha messo il secondo milione di elettriche in garage. La fortunata - si fa per dire - è una i5 M60 xDrive in blu Tansanit, uscita da Dingolfing e già spedita a un cliente spagnolo che potrà dire “io c’ero” mentre la batteria si ricarica.
Il dato che fa sorridere (o sudare, dipende da che lato della catena di montaggio stai) è il ritmo: per il primo milione ci sono voluti undici anni, per il secondo due.
Dingolfing, che dal 2021 sforna iX, i5 e i7 come fossero pretzel, da sola vale quasi un sesto della produzione globale BEV del Gruppo.

Nel 2025, più di un’auto su quattro uscita dallo stabilimento era elettrica: ormai la normalità è la spina, non lo scarico.
La strategia è quella del “tutto insieme appassionatamente”: linee miste, termiche ed elettriche che convivono come coinquilini civili, almeno finché non arriva la bolletta.
Intanto l’Europa tira, gli USA frenano, la Cina tossisce, e BMW si prepara alla nuova ondata Neue Klasse: iX3 già nei saloni, i3 “serie 3 elettrica” in arrivo, e pure un X5 a batterie pronto a far felici i parcheggi sotterranei.
Insomma: due milioni sono fatti. Il terzo? Dipende da quanto dura l’entusiasmo europeo… e da quante i5 blu Tansanit riescono ancora a verniciare, senza che qualcuno chieda la pensione anticipata.





