Le batterie allo stato solido sono rimaste intrappolate anni e anni in quello stato solito di test, annunci e performance solo teoriche.
Ma ecco la svolta che smuove lo status quo. Sì sì, stavolta per davvero. Non ci credi? Sotto sotto, neanche noi, finché non le vediamo su una macchina di serie. Ma ci dobbiamo fidare e il feeling ora è... solido.
Esattamente dodici mesi fa raccontavamo perché le batterie allo stato solido fossero considerate la “prossima grande svolta” dell’auto elettrica, ma anche perché continuassero a restare sospese tra laboratori e slide da conferenza. Densità energetica elevata, sicurezza superiore, ricariche più rapide: tutto molto convincente sulla carta, meno nella realtà industriale.
Oggi, dicevamo, il copione sembra cambiare. Dalla Cina arriva un annuncio meno teorico del solido, pardon del solito: un Costruttore ha fissato un calendario preciso, con applicazioni già previste entro il 2026 e produzione di massa indicata per il 2027.

Capito? Non più “nei prossimi cinque anni”. Ma “da quest’anno”.
Secondo quanto riportato dai media cinesi, Changan Automobile inizierà nel terzo trimestre a installare i propri pacchi allo stato solido su robot e veicoli elettrici, per poi passare alla produzione su larga scala nel 2026.
Le specifiche dichiarate sono di quelle che attirano l’attenzione.
Densità energetica: 400 Wh/kg
Autonomia teorica: fino a 1.500 km
Maggiore sicurezza rispetto alle batterie convenzionali
Diagnostica remota supportata da sistemi di intelligenza artificiale
Il pacco batteria è stato battezzato “Golden Bell” e sarà prodotto sotto un nuovo marchio dedicato.
Sull’autonomia si può discutere: 1.500 km superano di gran lunga le esigenze quotidiane della maggior parte degli utenti. Ma in un Paese con aree remote e infrastrutture di ricarica non sempre capillari, il dato assume una logica diversa.

Per capire il salto in avanti, basta confrontare questi valori con quelli attuali.
| Batterie Li-ion | Stato solido (dichiarato) | |
|---|---|---|
| Densità energetica | 250–300 Wh/kg | 400 Wh/kg |
| Autonomia tipica EV | 400–600 km | fino a 1.500 km (teorici) |
| Sicurezza | elevata ma non assoluta | migliorata (elettrolita solido) |
| Produzione di massa | consolidata | prevista dal 2027 |
Il passaggio dall’elettrolita liquido a uno solido promette non solo più energia a parità di peso, ma anche una maggiore stabilità termica. In teoria, meno rischio di incendi e degrado più contenuto.
In pratica, la vera sfida resta industriale: produrre celle di questo tipo in grandi volumi, con costi sostenibili e affidabilità nel lungo periodo.
E Changan non è sola. Anche BYD, SAIC Motor, GAC Group e CATL stanno sviluppando tecnologie analoghe.
Parallelamente, Costruttori storici come Mercedes, Toyota e BMW proseguono i propri programmi di ricerca.

La differenza, questa volta, è che dalla Cina arrivano scadenze precise, impianti dedicati, un approccio che punta a comprimere i tempi tra laboratorio e produzione.
Certo, dopo anni in cui le batterie allo stato solido sono state “a un passo” dal debutto, il rischio è quello di accogliere ogni annuncio con un certo scetticismo. Ma una volta o l'altra, il nostro scetticismo verrà castigato e non vuoi mai che questa sia la volta buona...
Fonti: CarNewsChina, CarScoops



