Pubblicato il 24/08/20

APRIPRISTA Nel mondo dell’auto la parola successo molto spesso fa rima con innovazione. In questo campo Toyota è uno dei casi più eclatanti, in quanto nel recente passato si è resa protagonista di scelte davvero anticipatorie. Ciò è accaduto per esempio con il lancio della Prius (qui la nostra prova), il primo veicolo ibrido di massa, un modello rivoluzionario che ha ridefinito il concetto di mobilità sostenibile. La storia potrebbe ora ripetersi con la prossima generazione di auto elettriche. Stando infatti a quanto dichiarato da Keiji Kaita, Vice Presidente Toyota e Responsabile della divisione Powertrain, la Casa giapponese sarebbe ormai pronta a svelare una nuova tipologia di accumulatori che assicurerebbero alle future BEV prestazioni del tutto in linea con quelle delle auto con motore tradizionale.

Toyota e Panasonic insieme per lo sviluppo di batterie allo stato solido

SOGNO O REALTÁ? Nello specifico si tratterebbe di batterie allo stato solido, una tecnologia di cui si parla ormai da diverso tempo e che la stessa Toyota aveva più volte lodato in passato, senza trovare però il modo di dare seguito all’applicazione in serie. Secondo quanto dichiarato da Kaita in un’intervista ad Automotive News, il colosso nipponico sarebbe stato in grado di presentare un prototipo già durante il corso delle Olimpiadi di Tokyo di quest’anno, ma la cancellazione dell’evento ha costretto i vertici a posticiparne il debutto al 2021. Salvo complicazioni, la commercializzazione su larga scala del primo modello equipaggiato con batterie allo stato solido resta fissata per il 2025.

I VANTAGGI… Gli accumulatori agli ioni di litio che equipaggiano le moderne auto elettriche rappresentano, a oggi, la soluzione migliore in termini di efficienza, autonomia e ricarica. Al contrario di quest’ultimi, che utilizzano elettroliti in gel liquido, le batterie a stato solido (sempre a base di litio) impiegano ceramiche e polimeri solidi per condurre la corrente elettrica tra i due elettrodi. Questa configurazione oltre a garantire un passaggio più efficiente degli ioni da un polo all’altro, consente di stoccare una maggior quantità di energia all’interno degli accumulatori, il che si traduce in tempi di ricarica sensibilmente ridotti (15 minuti per un ripristino completo in condizioni ottimali), percorrenze superiori agli 800 chilometri e una durata della batteria pluridecennale.

Schema di funzionamento di una batteria allo stato solido

E GLI SVANTAGGI Ciò nonostante anche gli accumulatori allo stato solido non sono esenti da problemi, uno su tutti la formazione di incrostazioni chiamate dendriti, che possono compromettere seriamente il funzionamento del dispositivo innescando cortocircuiti e in casi estremi principi d’incendio ed esplosioni. Un altro ostacolo alla produzione di massa restano i costi produttivi, decisamente ancora troppo elevati. Per far fronte a queste difficoltà Toyota ha sottoscritto una partnership con Panasonic, dando vita lo scorso aprile a Prime Planet Energy & Solutions, una joint venture da 5.100 dipendenti per rivoluzionare, in pieno stile Toyota, il concetto di mobilità a zero emissioni.
 


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