Il Salone dell’Auto di Parigi ha una forte identità cinese. E tra le novità presentate in questa giornata di apertura c’è anche Avatr con la Concept T09, il primo modello della nuova serie Flagship. È un grande SUV di lusso che anticipa quello che il marchio nato dall’alleanza tra Changan, CATL e Huawei metterà in vendita in Cina entro fine anno. Per l’Europa non c’è invece nessuna indicazione su tempi e versioni. Ma il marchio, oggi presente in 70 Paesi, punta a superare i 110 entro il 2030, con più della metà delle vendite all’estero.
Due serie, un solo marchio

Con la T09, Avatr si divide in due famiglie. La serie Digital resta quella del lusso «senza sforzo», dell’eleganza e del design sportivo e d’avanguardia. La serie Flagship punta invece su prestigio e presenza autorevole, quello che l’azienda chiama «respectful luxury». Il punto di partenza stilistico è la Vision Xpectra, il concept lunga 5,84 metri mostrata a Monaco nel 2025 e destinata a non andare in produzione. Il capo del design Nader Faghihzadeh la traduce in un’estetica «calma, sicura e rispettosa».
Il design
Davanti, la calandra nera è modulare e composta da 362 elementi scultorei su dieci file, che cambiano aspetto con la luce e il movimento. Al centro c’è il logo in cristallo in rilievo, mentre i fari a lamelle hanno una struttura a più strati con taglio a diamante, che rifrange la luce come una pietra preziosa. Il cofano è a conchiglia, supera i due metri quadrati e, nelle intenzioni di Avatr, unisce un’immagine solenne a una linea protesa in avanti. Le superfici seguono quello che il marchio chiama «Energy Force»: piani netti alternati a volumi pieni. La carrozzeria è bicolore, con una linea di separazione che parte in verticale sotto la calandra, prosegue in orizzontale sulla fiancata e continua nell’abitacolo. Le maniglie hanno dettagli in cristallo, i cerchi forgiati a più razze sono lavorati a taglio di diamante e il logo sul montante posteriore è illuminato e integrato nello spoiler. Dietro, il fanale è sottilissimo e occupa tutta la larghezza.
Gli interni

Avatr punta su un abitacolo calmo e generoso, con un comfort che definisce «benessere senza sforzo». Il cuore è il Vortex, un elemento a 360 gradi, retrattile e con 118 LED RGB, che secondo Avatr fonde informazioni, interazione e atmosfera. I tre schermi sono integrati in un’unica superficie che si estende dalla plancia alle porte: strumentazione da 10,25” e due display da 17,2” per la plancia e per il passeggero.
La batteria CATL da 71,24 kWh dovrebbe garantire tra 300 e 330 km in elettrico secondo i documenti cinesi. Avatr parla di oltre 400 km nel ciclo CLTC (meno severo del WLTP europeo). Sul fronte tecnologico arrivano la guida assistita Huawei Qiankun ADS 5 e il sistema di controllo Taihang. Avatr precisa che funzioni e dotazioni mostrate non rappresentano del tutto quelle di un’auto reale, e che alcune funzioni software arriveranno con aggiornamenti via internet (OTA).
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



