Quello delle auto cinesi è un argomento polarizzante e divisivo. C’è chi le rifiuta aprioristicamente e chi, invece, ne sa apprezzare le caratteristiche. Eppure spesso si parla di questa “tipologia” di automobili senza sapere come vengono realmente viste al di fuori della propria (legittima) percezione individuale. Una risposta interessante arriva dall’indagine “Cosa pensano i giovani delle auto cinesi?”, realizzata da Areté Methodos e che non solo fotografa la percezione dei giovani italiani, ma anche com’è cambiato il modo di intendere l’auto rispetto a pochi anni fa.
Cosa cercano gli italiani nelle auto
Tecnologia, qualità e un prezzo sotto i 30.000 euro. Questo è l'identikit del veicolo cinese ideale secondo i giovani italiani.
Il numero più significativo è però un altro. Tre giovani su quattro si dichiarano pronti ad acquistare un'auto prodotta in Cina. Ma non perché costi poco (anche se il prezzo non è un dettaglio secondario), ma perché i marchi cinesi vengono ormai considerati competitivi sul piano della tecnologia, della qualità e dell'innovazione. Per il 53% degli intervistati il principale fattore di attrazione è proprio il mix tra contenuto tecnologico e qualità del prodotto. La dimensione economica viene indicata dal 43%, in seconda posizione. E anche questo è un dato interessante.
Non è un caso che tra le auto elettriche più vendute in Italia nel primo trimestre del 2026ci siano da tempo diversi modelli cinesi, e la domanda sull'usato racconta la stessa storia. Il dato di oggi aggiunge però una dimensione generazionale indicando che sono i giovani, i futuri acquirenti, a guidare questa apertura.
Sul fronte della motorizzazione non ci sono dubbi. Quasi uno su due sceglierebbe un’auto ibrida nelle sue diverse configurazioni, il 34% guarda all'elettrico puro e solo il 20% rimarrebbe fedele alle motorizzazioni benzina. Numeri che riflettono una generazione cresciuta con il tema della transizione energetica e che la applica concretamente alle proprie scelte di mobilità.
Un altro dato su cui riflettere. Il 41% dei giovani si informa su siti specializzati e piattaforme online prima di acquistare, il 17% attraverso i social media e il 18% preferisce ancora il contatto diretto con il concessionario.
I diffidenti
Ma c’è anche chi non si fida ancora del tutto. I dubbi principali riguardano il servizio post-vendita (indicato come punto debole dal 23% degli scettici) e l'affidabilità generale dei veicoli (temuta dal 22%).
«I brand cinesi hanno ormai quasi completamente colmato il gap reputazionale che inizialmente li separava dai marchi tradizionali», ha dichiarato Massimo Ghenzer, presidente di Areté. «Addirittura 8 italiani su 10 li considerano oggi più avanzati tecnologicamente rispetto ai competitor europei e giapponesi.»
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



