Quella di Apollo EVO è una storia che inizia vent’anni fa. Nel 2006, infatti, le prime Gumpert Apollo arrivavano ai primi clienti: erano le hypercar create da Roland Gumpert, ex direttore di Audi Sport, con cui nasceva il marchio. Fallita nel 2013, l'azienda è rinata nel 2016 come Apollo Automobil, dando poi vita all'Intensa Emozione nel 2017. Oggi, a Goodwood, debutta il primo esemplare di serie della Apollo EVO, evoluzione diretta di quella Intensa Emozione, con la livrea celebrativa ''Caribbean Dragon'' a segnare i vent'anni dalla nascita del marchio.
Una livrea per celebrare vent'anni di storia
Il marchio, nato come Gumpert Sportwagenmanufaktur e rifondato nel 2016 dopo il fallimento del 2013, ha scelto Goodwood per mostrare la nuova Apollo EVO Caribbean Dragon. La carrozzeria conta oltre 75 elementi in fibra di carbonio distinti, con la sola verniciatura che ha richiesto più di 1.000 ore di lavoro. «Il nome Caribbean Dragon nasce dal contrasto tra superfici bianche brillanti e accenti blu profondi», ha spiegato Niko Konta, CEO di Apollo Automobil, descrivendo la finitura Diamond Dust sul bianco perlato abbinata agli elementi in fibra di carbonio blu.
Dal punto di vista tecnico la Apollo EVO eredita e perfeziona l'architettura della Apollo Intensa Emozione. La monoscocca in fibra di carbonio, con telaietti anteriore e posteriore e strutture d'urto dedicate sempre in carbonio, pesa 165 kg, risultando il 15% più rigida e il 10% più leggera rispetto a quella del modello da cui proviene. Il cuore è un V12 aspirato da 6,3 litri capace di erogare 800 CV (588 kW) e 765 Nm di coppia, abbinato a un cambio sequenziale a sei rapporti, freni carboceramici e cerchi in alluminio forgiato.
Con un peso complessivo di 1.300 kg, la EVO scatta da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi e raggiunge i 335 km/h di velocità massima. Numeri che confermano l'ambizione della piccola azienda tedesca di restare un punto di riferimento nel segmento delle hypercar da pista.
All'interno ci sono componenti in alluminio stampati in 3D che si affiancano a un volante realizzato in alluminio fresato con inserti in fibra di carbonio blu e rivestimento in pelle Ocean Blue. I sedili a guscio uniscono bianco e blu con cuciture a contrasto e logo Apollo ricamato sui poggiatesta. Uno degli elementi più singolari resta però lo scarico “Dragon Skin”, realizzato in titanio stampato in 3D senza saldature. È una soluzione pensata per ottimizzare il rapporto peso-resistenza, la tolleranza alle alte temperature e l'ingombro aerodinamico.
Quella presente al Goodwood Festival of Speed 2026 è la prima delle dieci Apollo EVO che andranno in produzione prima di arrivare nelle mani dei rispettivi clienti.
FONTE: Autoevolution
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



