Autore:
Simone Valtieri

IL BANDITO Aria di Texas, aria di Far West e così se il sito ufficiale della MotoGP incornicia il volto di Marc Marquez in una classica locandina da bandito con tanto dei classicissimi testi di accompagnamento "Wanted" e "Reward" (Ricercato e ricompensa), noi ci domandiamo chi espugnerà la pista del COTA, ovvero Fort Marquez, dove il pilota spagnolo ha collezionato 6 pole position su 6 nella classe MotoGP, vincendo altrettante gare tra il 2013 e il 2018, tutte quelle mai corse sul tracciato di Austin in occasione delle precedenti edizioni del GP delle Americhe.

GLI SCERIFFI Gli aspiranti numero uno a detronizzare il funambolico spagnolo sono ovviamente i due nomi più altisonanti tra gli inseguitori in classifica, Andrea Dovizioso e Valentino Rossi, visto che il compagno di Marquez, Jorge Lorenzo, è ancora in fase di recupero dopo i tanti infortuni subiti negli ultimi mesi e di apprendimento della nuova moto, e che Maverick Vinales, compagno di Valentino in Yamaha, deve ancora trovare la fiducia con la M1 alla domenica (al sabato è reduce da una pole e un secondo posto)

ROSSI FIDUCIOSO Dovizioso e Rossi approcceranno comunque il weekend con due stati d'animo differenti. Valentino, reduce dal secondo posto in Argentina, è di ottimo umore e, pur mantenendo i proverbiali piedi per terra, lancia segnali ottimistici: "È stata una grande emozione salire di nuovo sul podio in Argentina. Ora però dobbiamo concentrarci su Austin, una pista complicata, forse la più difficile e tecnica del calendario, ma negli anni scorsi non mi è andata male. Nelle ultime stagioni mi sono trovato bene e anche se non ho centrato il podio l’anno scorso, ci sono riuscito nel 2017. Dobbiamo fare quello che abbiamo fatto allora: lavorare bene, correre bene, seguire la direzione giusta e si vedrà”.

DOVI PRUDENTE Dopo il terzo posto in Argentina, un bel passo in avanti rispetto al 2018 sulla stessa pista, ma un piccolo passo indietro rispetto all'affermazione inaugurale del Qatar, Andrea Dovizioso resta prudente circa le possibilità di successo ad Austin, una pista molto scorrevole, e dunque non sempre amica della Ducati: "Il metodo di lavoro con cui abbiamo affrontato il GP d'Argentina rappresenta un buon punto di partenza per la prossima gara ad Austin. Anche se il tracciato non è tra i più favorevoli per noi, sono convinto che se riusciremo a migliorare ad ogni turno saremo competitivi anche in gara. Il nostro obiettivo sarà salire sul podio, varrebbe quasi come una vittoria. Lo scorso anno l'asfalto era molto rovinato, spero che la situazione sia un po' migliorata. Sappiamo che ogni GP fa storia a sé e quindi dobbiamo restare positivi e concentrati, continuando semplicemente a lavorare così."


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