Autore:
Simone Valtieri

TANTE INSUFFICIENZE In una gara dai grandi distacchi e dai grandi errori sono molte le prestazioni insufficienti di questa tornata, soprattutto per quanto riguarda i big spagnoli (Marquez, Lorenzo e Vinales). Quattro le gare da ricordare, quelle dei tre piloti a podio Rins, Rossi e Miller, e quella di Franco Morbidelli, per la prima volta quinto in top class. Andiamo a vedere nel dettaglio:

ALEX RINS Impeccabile. Il giovane spagnolo conquista la prima vittoria in MotoGP inserendosi da subito nel gruppetto che lottava per la seconda posizione, e poi nella coppia di testa con Rossi dopo le cadute del fuggitivo Marquez e di Crutchlow. Resta sempre incollato a Valentino sfruttandone il lavoro e a 4 giri dal termine, quando passa, resta davanti di autorità senza commettere errori, una vittoria strameritata.  VOTO 9

VALENTINO ROSSI Bellissima e coraggiosa gara del 40enne di Tavullia (non ce ne voglia, ma occorre sempre ricordarlo). Un punto in meno glielo togliamo per i due errori fatti nel finale, quando stava attaccando per non perdere contatto con Rins, due "lunghini" come li ha definiti lo stesso Valentino che gli sono costati la chance di lottare per la vittoria con il giovane rivale spagnolo VOTO 8

JACK MILLER Datemi una moto ufficiale e vi mostrerò chi sono. L'aveva detto, lo sta facendo. Il pilota australiano del team Pramac, unico assieme a Dovizioso e Petrucci a disporre della Ducati GP19, non lotta per il successo solo per un errore nella scelta dei pneumatici, che sono andati via via degradandosi perchè troppo morbidi. Nel finale salva comunque il podio dal ritorno di Dovizioso. VOTO 8

FRANCO MORBIDELLI Il Morbido riscatta l'errore che gli era costato il 7° posto a Termas e rilancia con un quinto posto che rappresenta la sua migliore prestazione di sempre in MotoGP. Frankie guida bene e resta con Dovizioso per buona parte della gara, ma nel finale le gomme non lo assecondano, e si accontenta di questa ottima top.5 VOTO 8

ANDREA DOVIZIOSO Quarto, a un passo dal podio. Su una pista che non ama è un buon risultato, soprattutto perché quest'anno - rispetto al 2018 - Andrea sta facendo punti, e tanti, dove deve difendersi, e per ora ha vinto l'unico GP in cui poteva attaccare. Questa è la ricetta iridata vincente, e ora arrivano le gare europee e le piste più adatte a lui e alla sua moto. La leadership del mondiale è una ricompensa mritata VOTO 7

DANILO PETRUCCI La sufficienza è risicata ma c'è, ed è sulla fiducia. Perchè un sesto posto non si butta mai, anche se a 12 secondi dal compagno di team, e perché Danilo non ha mai amato la pista di Austin, che non si addice alle sue caratteristiche. Inoltre, con 30 punti in classifica, occupa la quinta posizione assoluta, sebbene insidiata a un punto da Jack Miller. C'è da migliorare, ma siamo convinti che nelle tappe europee ritroveremo il vero Petrucci VOTO 6

MAVERICK VINALES L'errore in partenza, l'incomprensione con i box e dunque la doppia penalità, una legittima (drive through), l'altra autoinflitta (long lap penalty), rovinano del tutto la gara di Maverick, su una pista dove la Yamaha stava rispondendo alla grande. Se fosse stato lì con Valentino avrebbe potuto giocarsi la vittoria, in virtù dei suoi forti finali di gara che quest'anno però faticano a farsi notare VOTO 5

CAL CRUTCHLOW Doveva dimenticare la gara di Termas, con l'immeritata penalità ricevuta, ma dopo il via, mentre lottava nel gruppo principale, si sdraia vanificando quello che era stato fin lì un ottimo weekend. Poteva essere un outsider per il mondiale, vista anche la competitività della Honda RC213V ma si sta perdendo in un bicchiere d'acqua VOTO 4

MARC MARQUEZ Da 10 a 4, o se preferite da 25 a 0, o, ancora, da 1° a 4° in una curva. Nel primo caso parliamo del voto, visto che lo spagnolo si avviava verso l'ennesima cavalcata trionfale in Texas, ma si è sdraiato quando era già imprendibile per chiunque dopo 8 giri. Problemi di elettronica a parte, è stato un suo grave errore, peraltro ammesso, che fa evaporare i 25 punti. E così dalla prima posizione iridata prima della gara americana si passa di colpo alla quarta, superato da Dovizioso, Rossi e Rins. Tutto da rifare VOTO 4

JORGE LORENZO Mentre Marquez andava in fuga, il cinque volte campione del mondo sbagliava la partenza (ancora una volta) e annaspava a metà gruppo. Purtroppo Jorge fatica ancora a trovare il feeling con la sua nuova moto, siamo sicuri che arriverà, il talento non evapora e quando sarà a posto potrà dare del filo da torcere anche al compagno di team, ma per ora sembra solo un sosia del vero Jorge. Il guasto tecnico che lo costringe al ritiro genera soltanto ancora più amarezza VOTO 4

GLI ALTRI Buone le gare di Fabio Quartararo e Pol Espargaro, entrambi voto 7. Il francese incassa 8 secondi dal compagno di team Morbidelli, ma finisce comunque con un buon settimo posto, davanti allo spagnolo della KTM. Lo stesso giudizio va a Pecco Bagnaia (voto 7), alla prima top 10 (nono) in MotoGP e primo per distacco tra i piloti con la Ducati GP18 (15° e 16° Rabat e Abraham, voto 5). Insufficienti da 5 anche le gare di Nakagami (il compagno di Crutchlow prima di cadere era proiettato verso una gara di testa) e dei piloti KTM Zarco e Oliveira, a punti ma anch'essi ben staccati dalla prima moto austriaca, quella di Espargaro. Voto 6 ad Andrea Iannone, 12° con un'Aprilia ancora work in progress, mentre le insufficienze gravi (voto 4), vanno a Mir, jump start e a 48" dal compagno, vincitore, e Hafizh Syahrin, ultimo staccato di 67".


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