Autore:
Simone Valtieri

CROCEVIA TERMAS Dev'esserci una congiunzione astrale che indica nell'Argentina lo scenario ideale dove i bivi si biforcano e si ri-incontrano, un crocevia per le storie personali di Marquez e Rossi neanche fossimo nell'ultima puntata di Black Mirror. Fu qui che nel 2015, in un'epoca che sembra ormai lontanissima, sbocciarono le tensioni tra il vecchio padrone della MotoGP, Valentino Rossi, e il nuovo, potentissimo, che avanza, Marc Marquez.

UN'ALTRA ERA Quel round di quattro anni fa se lo aggiudicò Valentino Rossi, che con un po' di malizia tese una trappola al rivale, che ci cascò in pieno. Cioè letteralmente cadde, si stese, vanificò un possibile successo e poi disse polemico ai microfoni della stampa: "Da Valentino si impara sempre". Era un'altra epoca, un'era pre-Sepang, quando i due avevano smesso di annusarsi, avevano già capito di non piacersi, ma le tensioni non erano ancora deflagrate. Poi ci fu Sepang, la pedata, gli stracci che volarono, il titolo perso da Valentino. Eccetera, eccetera...

BARCELLONA A riportare un clima di apparente pace tra i due era arrivato il funesto evento di Barcellona nel 2016, quando perì lo sfortunato pilota spagnolo Luis Salom. Di fronte a una tragedia tanto grande, le beghe tra due piloti, siano anche i due piloti più forti del mondo, sono robe da ragazzini. Pace fatta, strette di mano, sorrisi un po' tirati. Tutto finito. O quasi...

FOLLIA ARGENTINA Un anno e mezzo dopo, nell'aprile 2018, si torna in Argentina, per la gara più folle che la MotoGP ricordi negli ultimi anni. Al via Marquez fa spegnere il motore della sua Honda, ma si rifiuta di lasciare la griglia di partenza, la riavvia e parte. Così dopo aver scontato un inevitabile ride through per la sua testardaggine, inizia una rimonta funambolica, con un ritmo che solo lui può tenere. Peccato che, aperto il gas a Marc si chiude la vena, e lo spagnolo si fa largo a sportellate fin quando, a quattro giri dalla fine, non incontra Rossi sulla sua strada. E... Sbam, ennesima sportellata, Valentino va largo, mette le ruote sull'erba, e cade.

POLEMICHE Nel dopo gara Marquez corre a scusarsi nel box della Yamaha ma trova un muro, con Uccio, il fido scudiero del Vale, che lo manda a quel paese. Tornano le polemiche, e nelle parole che Valentino regala alla stampa sembrano esserci un anno e mezzo di arretrati. "Marquez non ha rispetto, ti punta la gamba, è recidivo, fa il matto, per lui le regole non valgono, taglia la strada, è pericoloso e ho paura a stare in pista con lui" l'omissivo riassunto.

STRETTA DI MANO Ma come si è arrivati alla stretta di mano di ieri? Quando, appena arrivato nel retropodio, un galvanizzato Rossi è andato a cercare Maquez, gli ha dato un colpetto sulla spalla e un "cinque" rapido. Una delle più grandi regole della vita è che il tempo agisce inesorabile. Si affievolisce tutto, dalla rabbia al rancore, spesso l'amore. E così è quasi naturale che in questo grande tira e molla prima o poi arrivasse un riavvicinamento.

RISPETTO Pace fatta? Assolutamente no. I due non sono amici, si continueranno a ignorare, e basterà un'altra scintilla per tornare a darsele, e dirsele, di santa ragione. L'importante è mantenere comunque la testa sulle spalle e non precipitare in una voragine d'odio, visto che si condivide uno dei mestieri più pericolosi, e belli, del mondo. Non si devono stare simpatici per forza, insomma.

MISANO 2019 Alla fine basta la leggerezza, poi possono anche giocare sulla loro inimicizia, come avvenne a Misano lo scorso anno, quando un giornalista in conferenza chiese ai due di stringersi la mano. Marquez tese il braccio, Rossi sorrise e con la sua inimitabile mimica lo guardò e scosse la testa come a dire "Scherzi? Non ci provare..." facendo esplodere le risate dei presenti. Ecco, basta questo, leggerezza, poi che si becchino pure, ci basta che si rispettino in pista e che ci facciano divertire.

Immagine copertina, copyright Sky Sport MotoGP HD


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