Non è la prima volta che scrivo di Chris Runge e non sarà l'ultima se continua a creare capolavori come la nuova Runge Helios RS016 che puoi vedere nel video qui sotto. Completata a maggio 2025 e protagonista della Monterey Car Week è una delle auto più affascinanti viste negli ultimi anni.
La coupé Helios è una sportiva artigianale costruita con metodi tradizionali, pazienza infinita e una visione quasi romantica dell’automobile. Segue la prima creazione di Runge: la roadster Runge RS (ne parlo qui). Diventerà il nuovo Singer? Vediamo...
Il tedesco del Minnesota
Chris Runge, tedesco d'origini trapiantato in Minnesota, crea opere d'arte a quattro ruote con le tecniche degli antichi battilastra. La carrozzeria è scolpita pezzo per pezzo senza l’ausilio di stampi industriali.
Lo stile propone più di un riferimento alle Porsche classiche: in particolare alla 356, di cui la Runge riprende le luci posteriori, i cerchi Tecnomagnesio in alluminio e le gomme Cinturato CN36 che Pirelli ancora produce nella sua linea Heritage.
Lo scarico è prodotto dalla Conti di Pescara. C'è molta Italia in questa Runge! Ma non mancano freni della tedesca CSP e specchi retrovisori nel classico stile Talbot. Utili, visto che non c'è un lunotto per vedere dietro.

Materiali e lavorazioni: un inno alla tradizione
Niente carbonio o materiali compositi moderni: qui è praticamente tutto in alluminio. Persino i gusci dei sedili, sui quali è applicata l'esigua imbottitura trapuntata in pelle. Anche questa è fatta a mano: da Finn, il figlio di Chris.
La semplicità di certe soluzioni fa sorridere. Tutti i comandi delle utenze elettriche sono al centro della plancia. Qui, interruttori di stile aeronautico-vintage azionano le luci, la pompa del carburante, tergicristallo, aria condizionata e persino gli indicatori di direzione: non c'è la classica leva dietro al volante per le frecce, tanto per capirci.
La chicca è la coppia di cronometri per le gare di regolarità e i rally: con una leva dotata di camme - anch'essa fatta a mano - che consente di azionarli entrambi contemporaneamente. I finestrini? Fissi. L'aria entra da bocchettoni circolari ricavati nel lexan.

Entrare a bordo: un rituale da pilota
Salire sulla RS016 non è un gesto banale: è quasi un rito. Ci si siede sulla soglia, ci si lascia scivolare dentro e, una volta seduti, la sensazione è quella di trovarsi nella cabina di un caccia, più che al volante di un’auto.
Al vano motore si accede tramite due sportelli che si aprono ad ali di gabbiano, come le porte. Dentro, una campana in alluminio realizzata a mano convoglia l'aria della ventola per controllare le temperature del boxer 4 cilindri raffreddato ad aria.
Montato in posizione posteriore-centrale consente un bilanciamento perfetto e con una cilindrata di 2,3 litri eroga 185 CV: più che sufficienti per ottenere prestazioni da vera sportiva con un peso circa 680 kg. È alimentato da carburatori Weber 48 IDF tramite linee in rame.

Guidarla per viaggiare nel tempo
Ogni particolare della RS016 racconta una storia. Il serbatoio è posizionato subito dietro al motore, mentre nel piccolo vano posteriore c’è spazio per qualche bagaglio, giusto quanto basta per un weekend o un raduno.
La Runge RS016 non è solo una vettura, ma una dichiarazione d’intenti: un’auto costruita come si faceva una volta, con materiali nobili, soluzioni tecniche raffinate e un’anima che nessuna catena di montaggio potrà mai replicare.
Guardare il video significa entrare in un mondo dove l’automobile non è un prodotto, ma un sogno meccanico fatto a mano.















