Pubblicato il 07/09/20

LA MOVIOLA DEL GP ITALIA Si è concluso in modo imprevedibile e rocambolesco, il Gran Premio d’Italia 2020 a Monza. Una gara dal podio assolutamente inedito, condizionata da incidenti ed errori, certo, ma anche e soprattutto – almeno per quanto riguarda il gradino più alto del podio – dalla penalità inflitta dalla Direzione gara a Lewis Hamilton, colpevole di un pit-stop in regime di pit-lane chiusa. Tutte corrette le scelte del collegio dei commissari, capitanato dal sempre severissimo “Mister Le Mans” Tom Kristensen? Scopriamolo insieme con la nostra consueta analisi Var del lunedì.

PL3 E Q1, CAOS SCIE IN QUALIFICA: NESSUNA AZIONE

Prima di analizzare quanto accaduto in gara, occorre fare un passo indietro al sabato, quando l’attenzione è stata tutta dirottata sul caos delle scie per il giro secco in qualifica. Nonostante la decisione dei commissari di imporre un tempo minimo piuttosto basso per il giro di lancio, già nelle prove libere 3 c’è il caos, con Hamilton addirittura costretto a passare sull’erba prima della Parabolica per evitare un incidente clamoroso con le macchine che procedevano lente per crearsi lo spazio necessario. Situazione simile accade soprattutto in Q1, con Nicholas Latifi, Esteban Ocon e Kimi Raikkonen finiti sotto investigazione per un giro di lancio caotico che ha poi decretato, tra le altre cose, la prematura eliminazione di Sebastian Vettel. In entrambi i casi la Direzione gara ha lasciato correre chiudendo un occhio, non potendo ravvisare in nessuno dei piloti coinvolti una responsabilità predominante. Nello specifico, in qualifica, Latifi è stato “graziato” perché comunque al di sotto del tempo minimo imposto, pur avendo costretto Ocon e di seguito anche Raikkonen a “manovre evasive” per evitare incidenti. Qui l’analisi dettagliata di quanto accaduto nel sabato di Monza.

F1 GP Italia 2020, Monza: il caos delle scie in Q1

GARA, ALBON CHIUDE GROSJEAN: CINQUE SECONDI DI PENALITÀ

Il primo episodio della gara riguarda Alexander Albon, colpevole di aver stretto in staccata Romain Grosjean. Giusta la penalità inflitta al pilota Red Bull, che in effetti si allarga verso la Haas del transalpino nella frenata della Prima Variante quasi come se non ci fosse nessuna auto al suo fianco. Un chiaro errore di distrazione da parte del giovane thailandese, sanzionato anche con due punti di penalità sul “patentino” Fia oltre che con cinque secondi scontati in occasione del cambio gomme.  

F1 GP Italia 2020, Monza: Romain Grosjean (Haas F1) chiuso da Alexander Albon (Red Bull Racing)

GARA, HAMILTON E GIOVINAZZI SI FERMANO CON LA PIT-LANE CHIUSA: 10 SECONDI DI STOP&GO

L’episodio clou di giornata è ovviamente la sosta ai box di Lewis Hamilton in regime di Safety Car e con la pit-lane chiusa per permettere ai marshal di mettere in sicurezza la Haas di Kevin Magnussen. In realtà, non è che ci sia così tanto da discutere: Lewis, seguito qualche secondo dopo da Antonio Giovinazzi – e l’errore dell’Alfa Romeo Racing è di sicuro più grave perché al muretto avevano decisamente più tempo dei colleghi Mercedes per comprendere appieno quanto stesse accadendo – entrano ai box nonostante i pannelli luminosi alla Parabolica (dalla camera onboard di Giovinazzi, in foto qua sotto, si scorge chiaramente una “X” contornata di rosso sulla sinistra) indicassero la chiusura della corsia dei box. Giusta dunque la penalità per Hamilton e Giovinazzi, sanzionati con 10 secondi di Stop&Go (la sanzione più grave prima della squalifica) e due punti sulla Superlicenza. Qui l’analisi più approfondita della vicenda, con la spiegazione del direttore di gara, Michael Masi, circa il comportamento di Lewis Hamilton, andato dai giudici di gara a chiedere spiegazioni dopo l’interruzione con bandiera rossa.

F1 GP Italia 2020, Monza: Giovinazzi (Alfa Romeo) prima del pit. Si nota il pannello con la

GARA, NORRIS E OCON TROPPO LENTI PRIMA DEL PIT-STOP: NESSUNA AZIONE

Non appena riaperta la pit-lane, tutti i piloti costretti a restare fuori si fiondano in corsia dei box, lasciando strada a chi, invece, la sosta l’aveva già effettuata (come Hamilton, ma anche e soprattutto Gasly). Situazione, questa, problematica per chi si trovava alle spalle del proprio compagno di squadra: Lando Norris ed Esteban Ocon, rispettivamente dietro a Carlos Sainz e Daniel Ricciardo, rallentano già dopo la Ascari in modo da dare ai propri meccanici il tempo di completare la sosta sull’altra monoposto e non dover restare fermi in corsia ad aspettare. I due finiranno sotto investigazione, ma in entrambi i casi verrà considerato come non particolarmente rilevante il rallentamento “tattico” prima dell’ingresso in pit-lane, essendo comunque rispettata la regola della distanza massima di dieci macchine rispetto alla vettura che precede. Con buona pace di Sergio Perez (foto sotto), che si era molto lamentato via radio per il comportamento del collega di casa McLaren.

F1 GP Italia 2020, Monza: Perez (Racing Point) alle spalle di un Norris (McLaren) che procede lento

GARA, VERSTAPPEN E PEREZ A CONTATTO IN CURVA-1: INCIDENTE DI GARA

Ultimo episodio da analizzare è quello relativo al contatto tra Max Verstappen e Sergio Perez in occasione della prima ripartenza dopo la Safety Car causata da Magnussen. Il pilota Red Bull attacca la Racing Point all’esterno in curva-1, sfruttando poi il vantaggio della traiettoria interna nel successivo richiamo verso sinistra. L’olandese in accelerazione ha però un sovrasterzo di potenza e, scodando con il posteriore, colpisce la pancia laterale della vettura di Checo, spinto suo malgrado sulla ghiaia in uscita di chicane. Giusta la scelta di non sanzionare: si tratta del più classico degli incidenti di gara.

F1 GP Italia 2020, Monza: Sergio Perez (Racing Point) a contatto con Max Verstappen (Red Bull)


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