Autore:
Giulio Scrinzi

IMPEGNO MODERATO Questo weekend lo spettacolo della Formula 1 tornerà sotto i riflettori con il 17esimo round stagionale, che prenderà il via sul Circuit of The Americas di Austin per il locale GP degli Stati Uniti. Il tracciato americano si caratterizza principalmente per la staccata della prima curva, tutta in salita e che i piloti del Circus vedono solamente all'ultimo, ma anche per i punti di frenata delle curve 11 e 12, quest'ultima posta al termine del lungo rettilineo di un chilometro dove è possibile utilizzare il DRS. Per questi motivi i tecnici della Brembo hanno classificato il circuito delle Americhe come una pista mediamente impegnativa per i freni, con un valore di 6 su 10 pari a quello del tracciato di Shanghai.

FRENI POCO STRESSATI Rispetto alla MotoGP, che corre ad Austin assieme alla Formula 1 da quando il COTA è stato inaugurato nel 2012, i piloti del Circus frenano solo in corrispondenza di 10 delle 20 curve presenti su questa pista. In un giro completo l'impianto frenante è utilizzato solamente per 18 secondi, i quali diventano 17 minuti, ovvero il 20% dell'intera durata della gara a stelle e strisce. La decelerazione media sul giro è di 3,8g, mentre l'energia dissipata nel corso del GP è di soli 140 kWh, quasi la metà del prossimo Gran Premio del Messico. Anche il carico esercitato dai piloti sul pedale del freno è contenuto: “solamente” 57 tonnellate, uguali a 590 kg per ogni minuto di guida.

LE FRENATE PIÙ IMPEGNATIVE Delle dieci staccate che i piloti del Circus devono affrontare sul Circuit of The Americas, solamente tre sono state classificate dalla Brembo come veramente impegnative. Queste sono innanzitutto quella della prima curva, dove servono 2,92 secondi per frenare da 320 km/h a 82 km/h in 68 metri, con un valore di decelerazione pari a 4,6g. Il secondo più importante “braking point” è quello della curva 11, dove si passa da 298 km/h a 82 km/h in 2,43 secondi e 62 metri, con una decelerazione negativa di 4,5g. L'ultima, infine, è quella della curva 12 in seguito al lungo rettilineo: qui le monoposto passano da 335 km/h a 89 km/h in 2,81 secondi, durante i quali percorrono 70 metri per una decelerazione di 4,6g.


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