Autore:
Simone Dellisanti

AMERICAN GP La Formula 1 ritornerà in pista questo weekeend sul Circuit of the Americas di Austin in Texas per animare il 18esimo GP della stagione sportiva. Il tracciato di gara è uno spettacolare impianto di 5.513 metri che cita e richiama diverse piste di tutto il mondo. Ricorda il vecchio circuito d’Austria per la vertiginosa salita che porta alla prima curva, richiama Suzuka per la serie di curve da raccordare per una migliore traiettoria nella prima parte, e ricalca il layout di molti altri circuiti di ultima generazione che presentano una secca frenata al termine di un lungo rettilineo. La pista americana piace ai piloti anche perché impone la ricerca di un buon compromesso per avere una vettura performante in curva ma competitiva anche sul dritto. Le curve più impegnative del circuito sono la Curva 1, un tornante a sinistra in salita dove è più difficile trovare il punto di frenata ideale e la Curva 11, un tornante chiave dove le monoposto frenano e curvano allo stesso tempo.

FRENI POCO IMPEGNATI Secondo i tecnici Brembo, che hanno classificato le 21 piste del Mondiale usando una scala da 1 a 10, il Circuit of The Americas rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. La pista texana si è meritata un indice di difficoltà 5, superiore solo ai valori ottenuti da Interlagos, Silverstone, Spa e Suzuka.

LE TRE MESCOLE NOMINATE Le mescole che Pirelli metterà a disposizione dei team e dei piloti saranno le White medium, le mescole più dure della gamma. Le Yellow soft la gomma intermedia per durata e prestazione e infine la Red supersoft che sarà usata per la prima volta ad Austin e dovrebbe essere significativamente più veloce delle tre.

PAUL HEMBERY, DIRETTORE MOTORSPORT PIRELLIPer Pirelli gli Stati Uniti sono importantissimi, sia come gara sia come mercato, soprattutto dopo l’apertura quest’anno del nostro primo store P Zero World a Los Angeles. Il gran premio del 2015 fu particolarmente impegnativo a causa delle condizioni meteo, per cui i team non hanno dati recenti sulle slick ad Austin. Per la prima volta porteremo anche la supersoft. Pertanto le sessioni di prove libere, in particolare, saranno estremamente importanti quest’anno, con la strategia ottimale non ancora definita”.

CONDIZIONI ATMOSFERICHE Il tempo non è un fattore da sottovalutare ad Austin, lo scorso anno la pioggia torrenziale portò alla cancellazione di molte sessioni e le slick furono usate solo nel giorno di gara. Quest’anno i team sperano in un weekend con clima più normale per avere un quadro preciso di come le tre mescole interagiscono sul circuito del Texas. Tuttavia, l’esperienza del passato prova quanto imprevedibili possano essere le condizioni.


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