Come si aumenta l’autonomia delle auto elettriche? Non solo tramite la maggiore capienza delle batterie. È quella possibilità che nel corso degli anni diversi progetti hanno esplorato tramite i tetti solari. L’idea, di per sé semplice nella teoria ma meno nella pratica, è quella di sfruttare le superfici delle auto per catturare l’energia solare da trasferire poi alla batteria. L’aspetto interessante della notizia di questi giorni è che a portare avanti questo progetto non è qualche startup in cerca di gloria, ma Fuyao Group.
Il nome, probabilmente, sconosciuto agli automobilisti, ma noto ai costruttori di auto. Fuyao Group è infatti uno dei maggiori produttori mondiali di vetro per il settore auto, con Ford, General Motors, Subaru, Tesla e il gruppo Volkswagen tra i propri clienti. Ebbene Fuyao Group ha annunciato di aver non solo sviluppato un tetto in vetro con celle solari integrate, ma anche di averlo validato ed essere adatto alla produzione di serie.
Il tetto solare di Fuyao Group
Non si tratta di un prototipo dimostrativo. Le celle solari, secondo le immagini diffuse dall’azienda, coprono l’intero pannello del tetto e si estendono anche su una porzione ampia del lunotto posteriore. Secondo quanto riportato, alcuni report circolati in Cina all’inizio dell’anno collegavano Fuyao a un accordo con BYD per offrire il tetto solare come optional sui modelli Han e Tang, a un prezzo indicativo di circa 8.000 yuan (poco meno di 1.190 euro al cambio attuale). Né Fuyao né BYD hanno però confermato ufficialmente l’accordo, che al momento resta un’indiscrezione non verificata.
L’esempio della Nissan Aryia
Vale la pena comprendere quelli che potrebbero essere i benefici reali di questa tecnologia. Nissan, per esempio, ha sperimentato una soluzione simile su un prototipo dell’Ariya con pannelli su tetto, cofano e portellone. I risultati parlano di un massimo di 23 km di autonomia aggiuntiva al giorno in condizioni di sole ottimali, che scendono a una media annua compresa tra 10 e 21 km a seconda della latitudine (da Londra a Dubai). Una volta in movimento, il contributo si riduce ulteriormente. In un test su un percorso di due ore e 80 km, i pannelli hanno raccolto energia sufficiente per appena 3 km extra.
Il valore della tecnologia Fuyao, più che nell’autonomia aggiuntiva in sé, sta probabilmente nella dimostrazione che una soluzione di questo tipo è ormai matura per la produzione su larga scala, aprendo la porta a un’adozione più ampia da parte dei grandi gruppi automobilistici. Con la prospettiva di migliorare la tecnologia e pensare a un modello successivo con una maggiore capacità produttiva. O, più presumibilmente, di immaginarne un’utilità (e un vantaggio) quando l’auto è parcheggiata più che in movimento.
FONTE: PV Magazine
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



