I pregiudizi, si sa, sono duri a morire. Quelli sulle auto elettriche non fanno eccezione. Eppure chi guida un’auto elettrica è più soddisfatto di chi ne guida una a benzina. È quanto emerge dallo studio APEAL 2026 di JD Power (Automotive Performance, Execution and Layout), che misura il coinvolgimento emotivo e l'entusiasmo dei proprietari verso la propria auto nuova.
I risultati dello studio
Lo studio, condotto su 78.514 proprietari statunitensi di veicoli di model year 2026, intervistati dopo i primi 90 giorni di possesso su 37 diversi aspetti (dal comfort dei sedili all'emozione in accelerazione), ha evidenziato diverse tendenze interessanti.
Il punteggio di soddisfazione generale tra tutti i proprietari di auto nuove sale quest'anno a 858 punti su 1.000, in crescita di 7 punti rispetto all'anno precedente. È il terzo aumento annuale consecutivo, il più ampio dal 2018 e il quinto più alto nella storia dello studio. A trainare il risultato è soprattutto l'abitacolo, che segna il maggior incremento tra tutte le categorie misurate (+11 punti), grazie a soluzioni più funzionali per portabicchieri, posizionamento dello smartphone e design della consolle centrale. Bene anche lo stile esterno e la facilità di accesso a bordo, entrambi in crescita di 10 punti.
Un dato che JD Power sottolinea con una certa sorpresa riguarda i modelli completamente nuovi, che per il quinto anno consecutivo non riescono a generare un vero effetto “wow”. Questi ottengono in media appena 2 punti in più rispetto alle versioni aggiornate degli stessi modelli. Nel segmento premium, i modelli nuovi arrivano addirittura a totalizzare 3 punti in meno rispetto alle versioni non rinnovate degli stessi modelli, mentre nel segmento generalista i nuovi modelli guadagnano 12 punti. Secondo JD Power, i problemi legati a infotainment, configurazione del veicolo e funzioni tecnologiche continuano a frenare l'entusiasmo dei proprietari, anche quando l'auto è appena uscita di fabbrica.
Si restringe inoltre il divario emotivo tra marchi premium (esclusa Tesla) e marchi generalisti, sceso a soli 29 punti dai 66 punti del 2008. I marchi generalisti hanno ormai colmato buona parte del distacco su funzioni che un tempo erano prerogativa esclusiva del segmento premium, come infotainment, stile esterno, sistemi di assistenza alla guida, qualità dei fari e persino il suono di chiusura delle portiere.
Tra i marchi, Porsche guida la classifica premium per il terzo anno consecutivo con 896 punti, unico marchio sopra la media del segmento. Tra quelli generalisti comanda MINI con 875 punti, sempre per il terzo anno di fila, seguita da Hyundai (858) e Kia (857). Sul fronte dei singoli modelli, BMW è il gruppo con più riconoscimenti nel segmento (sei premi, inclusi X2, X6, Serie 2, Serie 5, Serie 7 e MINI Countryman), davanti a Hyundai Motor Group (cinque premi) e General Motors (tre premi).
All'interno di questo quadro generale, il dato più interessante per chi segue la transizione elettrica riguarda proprio le BEV. Il divario più ampio tra elettriche ed endotermiche si registra sul powertrain, con le elettriche che ottengono 109 punti in più su scala 1.000. Le BEV segnano anche il maggior aumento anno su anno tra tutte le motorizzazioni, con un balzo di 22 punti, il più alto di qualunque tipo di alimentazione misurata nello studio.
FONTE: JD Power
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



