Una nuova grana per Tesla, questa volta in Europa. Mentre la Full Self-Driving (FSD) avanza Paese per Paese (Paesi Bassi, Lituania, Estonia, Danimarca e Belgio), ottenendo approvazioni locali e non continentali (sulla quale si discute da tempo), un'inchiesta Reuters basata su documenti ufficiali ottenuti tramite richieste di accesso agli atti, rivela che le statistiche di sicurezza che Tesla ha presentato ad alcuni regolatori europei sarebbero state costruite in modo da esagerare le prestazioni del sistema.
Cosa dicono i documenti
In una lettera inviata alla RDW olandese nel novembre 2024, Tesla sosteneva che «l'uso crescente della FSD porta a strade più sicure», allegando un link al proprio rapporto di sicurezza. Dopo l'approvazione nei Paesi Bassi del 10 aprile 2026, il responsabile politico di Tesla Ivan Komusanac ha scritto ai regolatori svedesi per richiedere un'analoga approvazione, allegando una presentazione che afferma che i veicoli con FSD attiva percorrono oltre sette volte più chilometri tra un incidente e l'altro rispetto a un guidatore umano medio americano. La stessa presentazione sostiene che la FSD avrebbe potuto salvare 32.000 vite e prevenire 1,9 milioni di feriti negli Stati Uniti.
Gli esperti di sicurezza stradale interpellati da Reuters hanno spiegato perché questi numeri sono distorti. Il confronto tra incidenti che attivano gli airbag nei veicoli Tesla con FSD attiva e le statistiche generali di incidentalità (che includono anche eventi meno gravi) è fuorviante perché produce un vantaggio apparente che non riflette la realtà.
La posizione dei regolatori
Dudley Curtis, portavoce dell'European Transport Safety Council, si è detto «certamente preoccupato» per la presentazione di «dati di sicurezza inaffidabili» ai regolatori svedesi. La sua richiesta è molto chiara. Se Tesla vuole avanzare rivendicazioni di sicurezza, «dia i dati a un'università, li faccia verificare in modo indipendente da un ricercatore qualificato, e poi ne parliamo».
L'investigatore dell'Agenzia di trasporto svedese Anders Eriksson ha dichiarato che le valutazioni non si basano «esclusivamente su affermazioni di sicurezza aggregate». Non è un caso che la Svezia non abbia ancora approvato la FSD.
La RDW olandese, che ha comunque dato il via libera dopo oltre 18 mesi di test e 1,6 milioni di chilometri percorsi, è ora la stessa a portare la proposta di approvazione davanti al Comitato tecnico UE sui veicoli a motore. Una riunione è prevista per il 30 giugno, ma secondo le informazioni disponibili si tratterà di una discussione e non di un voto. Per l'approvazione vera e propria serve la maggioranza qualificata, cioè il 55% degli stati membri e il 65% della popolazione dell'UE.
La FSD non è sicura?
Tesla ha tutto l'interesse a fare in fretta. Le vendite in Europa sono calate del 28% nel 2025, in parte per le polemiche legate alle posizioni politiche di Elon Musk. La FSD (in abbonamento a 99 euro al mese) è uno degli argomenti commerciali più importanti rimasti per Tesla rispetto alla crescente concorrenza cinese. Rivelazioni come quella di Reuters, pubblicate il giorno stesso in cui la RDW presenta la proposta ai tecnici UE, non arrivano in un momento favorevole per Tesla.
Tesla non ha commentato le accuse nel dettaglio, ma ha più volte sottolineato che i propri dati di sicurezza dimostrano il valore del sistema. Anche perché Tesla, al netto di critiche sui dati presentati, può rivendicare a suo favore l’approvazione della RDW. Approvazione che è arrivata dopo 18 mesi di test propri (non basati sui dati Tesla). Inoltre dal 10 aprile nei Paesi Bassi la FSD ha percorso 23,6 milioni di km, registrando un tasso di incidenti 3,5 volte inferiore alla guida manuale (dato Tesla, non ancora verificato in modo indipendente).
La FSD, quindi, può contare su numeri importanti a proprio favore, ma la presentazione di dati truccati non depone a favore della strategia di Tesla e potrebbe rappresentare un ostacolo significativo all’approvazione unica da parte dell’Unione europea.
FONTE: Reuters
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



