È curioso, ma allo stesso tempo estremamente interessante, vedere come l’organismo umano sia sempre fonte di ispirazione anche per componenti di natura meccanica e tecnologica. La natura sa essere ispiratrice di soluzioni per diversi componenti tecnici, compresi quelli delle auto. È il caso, per esempio, del recente brevetto depositato da Tesla che ha ideato un sistema per il lavaggio delle telecamere che replica per certi aspetti il funzionamento delle palpebre dell’occhio umano.
Cosa prevede il brevetto

Il brevetto n. 12,636,684 B1, descrive un sistema di pulizia automatica per le lenti delle telecamere di bordo. Il meccanismo integra un piccolo serbatoio per il liquido e un tergicristallo in miniatura direttamente nell'alloggiamento della telecamera. Quando il software rileva che la visibilità è compromessa (a causa dello sporco, della polvere, del fango o della neve) il sistema si attiva automaticamente, spruzza il liquido sulla lente e la pulisce con il tergicristallo. Un po’ come avviene per i parabrezza e il lunotto delle auto, ma in questo caso con il movimento che ricorda quello delle palpebre che lubrificano l'occhio.
La differenza rispetto a un tergicristallo tradizionale è nella geometria. Invece di scorrere su una superficie piatta, la lamella segue la curva della lente sferica della telecamera, mantenendo un contatto preciso con tutta la superficie. Il sistema non segue un ciclo fisso, ma si attiva solo quando il software rileva un effettivo degrado dell'immagine.
Il brevetto potrebbe trovare applicazione sia sui veicoli di serie che sul Cybercab, il robotaxi Tesla che già nei prototipi avvistati su strada mostrava ugelli spruzzatori puntati verso le telecamere.
Elon Musk ha sempre sostenuto che le sue auto non hanno bisogno di LiDAR o radar per guidarsi da sole perché bastano le telecamere e la potenza di calcolo, proprio come gli esseri umani si muovono (“guidano”) con gli occhi e il cervello. Tesla è infatti tra i pochissimi costruttori di veicoli autonomi a puntare esclusivamente sulle telecamere, rinunciando ai LiDAR. Una scelta che ha evidenti vantaggi in termini di costi ma presenta limiti importanti in condizioni di scarsa visibilità. Una telecamera sporca o appannata è esattamente il tipo di problema cui Tesla ha necessità di rispondere e che sta provando a risolvere anche con la tecnologia appena brevettata.
FONTE: uspto.gov
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



