Auto elettriche

Dal 2028 nel Regno Unito tassa al chilometro per auto elettriche, ibride plug-in e a idrogeno


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59 minuti fa - Meno entrate dai carburanti: si cercano alternative più remunerative.

Dal 2028 il Regno Unito introduce una tassa al km per elettriche e ibride plug-in, per compensare il calo delle accise.
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Pagare in base ai chilometri percorsi, anche se l'auto non consuma una goccia di carburante. È la particolare misura che il Regno Unito introdurrà da aprile 2028 per compensare il progressivo calo delle accise sui carburanti tradizionali. La nuova Electric Vehicle Excise Duty (eVED) riguarderà le vetture elettriche a batteria, le ibride plug-in e i veicoli a idrogeno e porterà a pagare fino a circa 4,8 centesimi di euro per ogni chilometro percorso. Un meccanismo fiscale che lega quindi direttamente l'imposizione all'utilizzo dell'auto e che potrebbe diventare un modello da osservare anche in altri Paesi alle prese con la riduzione del gettito derivante dalla benzina e dal diesel.

Come funziona la tassa

Le aliquote previste sono di 3 penny per miglio (pari a 4,4-4,8 centesimi di euro per chilometro), per i veicoli elettrici a batteria, e di 1,5 penny per miglio (2,2-2,4 centesimi di euro per chilometro) per gli ibridi plug-in. Su 100 chilometri percorsi, l'impatto varierebbe quindi da 2,2 a 4,4 euro. Il governo britannico ha inoltre stabilito che le aliquote verranno adeguate tra il 2029 e il 2030, e negli anni successivi, per restare in linea con l'inflazione dei prezzi al consumo e mantenere così il proprio valore reale nel tempo.

Il pagamento della eVED richiederà ai conducenti di fornire la lettura del contachilometri e di stimare i chilometri che percorreranno nell'arco di un anno. Su questa base, gli automobilisti potranno pagare l'importo anticipato oppure rateizzarlo, con la lettura finale del chilometraggio che innescherà un conguaglio a fine anno.

Il governo ha specificato che utilizzerà, ove disponibili, anche i dati raccolti durante le revisioni periodiche dei veicoli, per verificare la coerenza delle dichiarazioni. Questo significa che, per un veicolo già passato dal centro revisioni, non dovrebbero normalmente servire controlli aggiuntivi.

È un approccio per certi aspetti inedito che si rende necessario in tutti quei Paesi in cui l’elettrificazione corre più velocemente. Per i governi è sempre necessario trovare risorse economiche e con il calo dell’utilizzo dei carburanti si stanno sviluppando soluzioni alternative. Nel nostro Paese, invece, il sistema fiscale sui veicoli elettrificati segue una logica diversa, legata alla potenza del motore espressa in kW e non sui chilometri percorsi.

Quanto vale per le casse pubbliche

Secondo le stime ufficiali, la eVED porterebbe un vantaggio per il Tesoro britannico di 1.100 milioni di sterline già a partire dall'esercizio 2028-2029, cifra che salirebbe a 1.435 milioni nel 2029-2030 e a 1.865 milioni nel 2030-2031. È un gettito che il governo britannico considera necessario in un contesto in cui le accise sui carburanti tradizionali, storicamente una delle principali fonti di entrata fiscale legata alla mobilità, sono destinate a ridursi ulteriormente con la crescita delle immatricolazioni elettriche.

FONTE: ANSA

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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