Esenzione bollo auto storiche in Lombardia, perché ASI fa ricorso
Tasse automobilistiche

Esenzione bollo storiche in Lombardia, ASI si oppone. Ecco perché


Avatar di Lorenzo Centenari , il 24/03/22

1 mese fa - Sconto del 100% per le ultraventennali, l'associazione fa ricorso al TAR

Dal 2022 sconto del 100% sulla tassa di possesso per tutte le ultraventennali: perché ora l'associazione fa ricorso al TAR

Meno tasse per tutti, anzi no. Non proprio. Meno tasse, solo per chi se lo merita. Giusto, invece, che tutti gli altri facciano ancora la fila in posta per pagare il bollettino. Auto storiche e esenzione bollo auto, un nuovo appassionante capitolo va in onda ora su questi schermi, anzi nelle aule dei tribunali. Appreso della delibera della Regione Lombardia di estendere lo sconto del 100% sulla tassa di possesso a qualunque veicolo storico di almeno 20 anni di anzianità, ora l'ASI oppone resistenza e presenta ricorso. Gli argomenti, all'Automotoclub non mancano.

IL CASO PIEMONTE La notizia del ricorso al TAR della Lombardia presentato dall'ASI giunge in concomitanza con un altro accadimento, ovvero il parere favorevole del Presidente della Repubblica al ricorso straordinario depositato dall'ASI stessa per ottenere l’annullamento dei decreti e delle delibere di Regione e Giunta Regionale del Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino sui divieti alla circolazione dei veicoli storici. Il Consiglio di Stato avrebbe infatto concordato sull’opportunità di una diversa declinazione dei divieti e delle relative deroghe con riguardo ai mezzi storici, cioè di un quadro “che tenga conto della salvaguardia dei valori e degli interessi del collezionismo privato”. In Piemonte, in realtà, già da novembre 2020 una legge consente ai veicoli con più di 40 anni e di interesse storico di circolare tutti i giorni, anche durante i blocchi ambientali del traffico. Ora arriva anche il sigillo statale. Ma torniamo al caso lombardo.

MORATORIA In Lombardia il 1° gennaio scorso è entrata in vigore la locale Legge di Stabilità 2022-2024 nella quale è stato inserito un emendamento che prevede l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per tutti i veicoli iscritti nel Registro ACI Storico e che abbiano un'età superiore a 20 anni, e non a 30 anni come da Legge di Bilancio 2019 nazionale. Legge in base alla quale i veicoli tra i 20 e i 29 anni di anzianità - ma solo se dotati di Certificato di Rilevanza Storica, rilasciato dagli Enti preposti e registrato alla Motorizzazione - sono soggetti a una riduzione del bollo del 50% dell'importo originale. All'ASI, l'iniziativa della Lombardia non piace.

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CONFINI PRECISI Ai giudici amministrativi, l'Automotoclub Storico Italiano fa notare come ''il Registro ACI Storico non sia in realtà un Ente certificatore riconosciuto dall’art. 60 del Codice della Strada'', e come ''la scelta legislativa regionale della Lombardia non risponde ad una logica adeguata o congruente rispetto al fine perseguito dal legislatore nazionale'', né tantomeno possa ''collegarsi all’esigenza di tutelare o salvaguardare precisi interessi pubblici, come la tutela del patrimonio culturale motoristico, che solo la scelta nazionale contenuta nell’art. 63 della legge 342/2000 è in grado di garantire ed esprimere attraverso il processo di certificazione di interesse storico e collezionistico rimesso alla cura degli Enti preposti''.

IPSE DIXIT “I ricorsi presentati – sottolinea Alberto Scuro, presidente ASI – sono iniziative chiare e coerenti a difesa del motorismo storico e a tutela dei veicoli nell’ottica di normative uniformi a livello nazionale. Se ogni regione decide di indicare come storici i veicoli che vengono individuati con razionali e modalità diverse, non sarà più possibile tutelare in modo congruo un bene nazionale importantissimo che rappresenta la nostra identità. Nella legge regionale della Lombardia c’è anche un riconoscimento di una lista chiusa di veicoli scelti a tavolino: a parità di anzianità, originalità, stato di conservazione e tipologia di utilizzo, chi ha un veicolo inserito nella lista può ottenerne la tutela, gli altri no. Una discriminazione non ammessa dalle norme nazionali e non condivisa né dall’ASI, né dalla Federazione Mondiale''. Al TAR l'ardua sentenza.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 24/03/2022
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