Quante volte hai messo la Svizzera ''in mezzo'' durante un viaggio in moto? Che tu stia puntando alla Germania, come ho fatto io per raggiungere Garmisch e i Motorrad Days, all'Alsazia, all'Austria o semplicemente voglia tagliare attraverso le Alpi sfruttando i grandi valichi, la Confederazione elevetiva è spesso la strada più logica. Finora bastava la vignetta autostradale — una quarantina di euro per 14 mesi — per percorrere liberamente l'intera rete elvetica. Presto, però, le cose potrebbero cambiare radicalmente.
Cosa sta succedendo e come funzionerà la nuova tassa
A settembre 2025 il Consiglio degli Stati svizzero aveva approvato una mozione per introdurre una tassa di transito dedicata ai veicoli immatricolati all'estero. A marzo 2026 anche il Consiglio Nazionale ha detto sì. Il Consiglio Federale è ora obbligato a elaborare una vera e propria proposta di legge. La logica della misura è chiara: residenti e pendolari dei cantoni più trafficati si lamentano da anni del traffico di passaggio. Stando ai dati citati in parlamento, le ore di coda in Svizzera si sarebbero moltiplicate di quasi dieci volte tra il 2000 e il 2023.
Il meccanismo allo studio è quello della registrazione automatica delle targhe ai valichi di frontiera. Se tra l'ingresso e l'uscita dalla Svizzera trascorrono meno di 12 ore senza una ''sosta significativa'' nel paese, scatta il pagamento del contributo aggiuntivo. Il costo non sarà fisso: è prevista una tariffa dinamica legata al traffico in tempo reale, il che significa che nei fine settimana di punta, nei ponti e in piena stagione estiva si pagherà di più rispetto ai periodi di bassa stagione.
Niente scappatoie: colpiti anche i valichi alpini

Inutile pensare di cavarsela evitando l'autostrada e imboccando i passi di montagna: la tassa non dipende dall'itinerario percorso, ma unicamente dal tempo trascorso in territorio svizzero. Che tu passi dal Gottardo, dallo Spluga, dal Maloja o dal San Bernardino, il conteggio parte comunque dal momento in cui varchi il confine. Per i motociclisti italiani che amano i grandi passi alpini come porta d'accesso all'Europa centrale, non ci sarà via di uscita.
Vale la pena considerare una sosta intermedia per ''spezzare'' il transito? Forse, ma anche questo aspetto — ovvero cosa si intende esattamente per ''sosta significativa'' — è ancora tutto da definire. Non è chiaro, ad esempio, se una colazione in un bar o un rifornimento di carburante possano essere considerati soste valide.
Il Consiglio Federale aveva già frenato

Non è la prima volta che questa proposta approda in parlamento. A novembre 2024, il Consiglio Federale si era espresso contro, sollevando dubbi di incostituzionalità: una tassa rivolta esclusivamente ai veicoli stranieri, sosteneva l'esecutivo, violerebbe i principi di uguaglianza fiscale sanciti dalla Costituzione elvetica. Sul nuovo voto del 2026, il governo non si è ancora pronunciato ufficialmente.
Quando potrebbe entrare in vigore?
I tempi sono ancora incerti. Ora che entrambe le camere hanno dato il via libera alla mozione, il Consiglio Federale deve redigere un testo di legge, dopodiché — come spesso accade in Svizzera — la questione potrebbe finire in referendum popolare. Restano aperti tutti i nodi tecnici: dalla definizione precisa di ''transito'' all'infrastruttura necessaria per il rilevamento delle targhe a ogni valico.



