Bollo auto storiche, dal 2022 il Governo abolisce sconto del 50%?
Fiscalità

Bollo auto storiche, niente più sconto. Maggior gettito o autogol?


Avatar di Lorenzo Centenari , il 19/11/21

2 settimane fa - Un emendamento al decreto Fiscale per sopprimere l'agevolazione al 50%

Presentato un emendamento al decreto Fiscale per sopprimere l'agevolazione al 50%. Quale reale aumento di entrate per le Regioni?

Quando non sai più dove andare a parare, spremi l'auto. Non bastassero i prezzi alle stelle di benzina, diesel, pure ora il metano e il GPL, per il settore si profila un altro pugno in pieno volto. Non il classico colpo da kappaò: semmai, un colpo che contribuisce a disabilitare ''l'avversario'', un jab che se seguito - o preceduto - da combinazioni al corpo, nell'economia del ''match'' ha il proprio peso in un successo ai punti. Lo Stato torna a prendersela con l'auto storica: via lo sconto sulla tassa di possesso. Almeno, tutto lascia intendere che ciò accadrà. Sicuri sia la scelta giusta?

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LA PROPOSTA Dalle file della maggioranza (Pd, M5S, Italia Viva), un emendamento per il disegno di legge di conversione del Decreto Fiscale chiede l'abolizione dell’agevolazione fiscale per i veicoli di età compresa fra 20 e 29 anni che hanno ottenuto e riportato a libretto il certificato d'interesse storico e collezionistico. Attualmente, per effetto della legge di Bilancio 2015 dell’allora Governo Renzi, questi veicoli pagano l’imposta ridotta del 50%. Dall'anno prossimo, pagherebbero l'importo originale.

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ABROGHIAMO Più di preciso, nella bozza di emendamento si legge che “a decorrere dal 1º gennaio 2022, all'articolo 63 della legge 21 novembre 2000, n. 342, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1-bis è abrogato; b) al comma 1-ter sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: e fino all'anno 2021''. Cosa contenga il comma 1-bis del suddetto articolo, è presto detto: ''Gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i venti e i ventinove anni, se in possesso del certificato di rilevanza storica di cui all'articolo 4 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 17 dicembre 2009 [...] e qualora tale riconoscimento di storicità sia riportato sulla carta di circolazione, sono assoggettati al pagamento della tassa automobilistica con una riduzione pari al 50 per cento”.

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IN TUTTO O IN PARTE Alcune Regioni, vedi la Lombardia, hanno sin qui applicato una norma ancora più favorevole: in presenza di certificato di rilevanza storica annotato sulla carta di circolazione, l'esenzione del bollo è totale per qualsiasi veicolo con almeno 20 anni di anzianità, purché iscritto ai registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, FMI. Che accadrà dal 1° gennaio 2022?

QUALCHE NUMERO Apparentemente, la misura è motivata dall'intenzione di incrementare il gettito fiscale delle Regioni stesse, gli Enti cioè ai quali compete la tassa di possesso delle autovetture. Ma in quale reale proporzione le entrate fiscali aumenterebbero? Come anche sottolinea ASI, dati della Motorizzazione alla mano, al 2 novembre 2021 i veicoli che appartengono alla categoria in esame sono in tutto 66.050. Ovvero lo 0,14% di un parco circolante nazionale di 47.564.572 autoveicoli, nonché l’1,12% dei 5.908.824 autoveicoli con oltre 20 anni di anzianità. Non va inoltre trascurato il fatto che il chilometraggio annuo medio è di soli 1.000 km circa: l’inquinamento da essi prodotto è del tutto residuale.

Alberto Scuro, presidente ASI Alberto Scuro, presidente ASI

QUI AUTOMOTOCLUB “L’emendamento potrebbe avere effetti gravissimi nel settore – spiega Alberto Scuro, presidente ASI – e non solo sul piano economico. Si andrebbe anche a minare il valore culturale, attuale e futuro, di questi veicoli. Andando a punire questa esigua minoranza di veicoli, i benefici per lo Stato sarebbero inconsistenti e si andrebbe a compromettere l’intera filiera professionale, si incentiverebbe la dispersione del nostro patrimonio e si spegnerebbero le prospettive occupazionali per molti giovani. Per il nostro Paese le perdite sarebbero decisamente superiori alle possibili entrate. ASI farà tutto il possibile affinché tale emendamento non venga convertito in legge. Incentiviamo la mobilità green - conclude Scuro - ma senza distruggere il passato”.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 19/11/2021
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