Solo elettriche dal 2035? Sondaggio AutoScout: opinioni contrarie
Editoriale

"All'elettrico passerai tu". Se gli italiani snobberanno i diktat Ue


Avatar di Lorenzo Centenari , il 03/07/22

1 mese fa - Dai sondaggi emerge un sentimento ostile. Solo elettriche? Vado di usato

Dai sondaggi emerge un sentimento ostile. Niente ideologie, soltanto considerazioni pratiche. Solo elettriche? "E io vado di usato"

''Non a nome mio''. Il Consiglio Ambiente Ue trova un accordo sullo stop a diesel e benzina (e GPL, non scordiamoci del GPL) dal 2035, ma dimentica di chiedere un consiglio a chi, dell'auto (e non dell'auto blu) fa un uso quotidiano. E quell'industria, la finanzia. E in fondo, ne è il vero padrone. Gli italiani, del capitoletto relativo all'auto del pacchetto ''Fit for 55'', si sono interessati. Hanno seguito le vicende alla tv, sui quotidiani, sui canali web (compreso il nostro, ci piace pensare). E ora maturano la propria posizione. Che è contraria, almeno in larga parte. Ed è un'idea che sprizza consapevolezza da ogni poro. Ancor più consapevolezza, forse, di chi le auto le produce. Un suggerimento: tratta bene la tua ''bimba'', un giorno sarà la regina del mercato dell'usato. Comprendi già il perché.

VOX POPULI Una panoramica sull'opinione che serpeggia al bar degli automobilisti la offre un report del Centro studi di AutoScout24. Dalle risposte offerte da un campione mediamente ampio (un panel di 1.580 utenti del noto portale paneuropeo di compravendita auto usate), si delinea un quadro chiaro. Un quadro suffragato da argomenti inattaccabili. Che riguardano principalmente i tempi, i costi, la tecnologia, l’impatto sull'ambiente. Partiamo dai tempi.

UN PAESE PER VECCHIE Per quasi otto utenti su dieci, il 2035 è una data troppo ravvicinata per un cambiamento così epocale, un parere in linea coi rappresentati di quei Paesi (fra cui l'Italia) che chiedevano di posticiparne lo stop almeno al 2040. È una risposta data a caso? Niente affatto. Tredici anni sono una distanza superiore di un anno soltanto all'età media del parco circolante italiano, il più vecchio d'Europa. Gran parte degli automobilisti, nel 2035 guiderà ancora la stessa auto che guida di questi tempi, o si accingerà a sostituirla solo allora. Gran parte degli automobilisti, l'auto elettrica fatichi anche a convincerla che esiste: figuriamoci comprarne una. Anche perché, quando gli sventoli davanti l'etichetta prezzo...

FUORI TARGET E arriviamo al punto chiave, i costi. Per la maggior parte (90%), il prezzo delle auto elettriche è oggi troppo alto e distante dal budget medio a disposizione per l’acquisto di un’auto, che è di circa 24.600 euro. Nessun problema, c'è sempre l'usato, non soggetto a restrizioni. Non nei piani, almeno. Poi - soltanto poi - arrivano gli ostacoli di tipo tecnologico. Sempre legati a ostacoli di ordine pratico.

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METTITI NEI MIEI PANNI Secondo gli utenti (86%), infatti, i progressi tecnici compiuti a oggi dalle batterie non hanno affatto colmato il gap con le performance dei motori termici in fatto di autonomia di percorrenza. Senza contare la carenza dell’infrastruttura italiana delle colonnine di ricarica, variabile segnalata dall’83% del campione. Osservazioni mosse non in seguito a studi scentifici, bensì all'esperienza: quell’83% usa l’auto almeno cinque giorni a settimana, oltre quattro su dieci percorrono in media più di 20.000 km l’anno, spesso e volentieri per spostamenti lunghi. Non occorre una laurea in ingegneria per concludere che nel 2035, salvo passi avanti clamorosi della rete e dei sistemi stessi di ricarica e di accumulo, o cambi abitudini di vita (e non solo di guida), o cambi abitudini di vita. E c'è chi - legittimamente - all'idea non fa salti di gioia.

VERDASTRO Ma se passi all'elettrico salvi il Pianeta. O forse no? La quota di automobilisti convinti che, considerando tutto il ciclo di vita del prodotto, le auto elettriche siano veramete ''green'', raggiunge appena il 7%. Senza contare il problema dello smaltimento delle batterie, argomento che preoccupa l'84%. No, la tesi dell'ecologia sembra non faccia presa.

ACCOGLIENZA TIMIDA Proiezioni a parte, si osservi il mercato del 2022. Negli ultimi anni la sensibilità degli italiani verso le vetture ibride ed elettriche è cresciuta assai, d'accordo: nei primi cinque mesi dell’anno, i modelli elettrificati pesano per il 41,5% del totale, in aumento del +31% sul 2021. Ma il trend riguarda soprattutto le auto ibride, soprattutto le ibride ''soft''. Lelettrico puro rappresenta oggi solo il 3,9% (dati Unrae, maggio 2022), in crescita di appena lo +0,2% rispetto a un anno prima. Le intenzioni di acquisto rispecchiano il fenomeno: l'86% preferisce ancora i propulsori diesel e benzina, ancorché elettricati, con due terzi del campione che non sono disposti a passare al full electric nemmeno se adeguatamente incentivati. Forse, nemmeno sotto tortura.

USATO IS THE NEW COOL Il messaggio appare chiaro. Quando un bel giorno la legge dovesse davvero impedire la produzione e la vendita di alimentazioni tradizionali, in un modo o nell'altro la massa, ai motori tradizionali, non rinuncerà. Si orientererà sul mercato dell'usato, un comparto destinato a trasformarsi, ad arricchirsi di servizi, a farsi sempre più concorrenziale nei confronti del mercato dei modelli nuovi. Aprendo scenari che a poco a poco saranno più chiari pure a noi. E forse, anche alle stesse Case auto, per le quali anche l'usato, sempre più, sarà business strategico. Forse, addirittura, sarà una risorsa di sopravvivenza.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 03/07/2022
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