Le autonomie dichiarate dai costruttori nascono da cicli di omologazione (il WLTP in Europa e l’EPA negli Stati Uniti) che mescolano dati in città, strade extraurbane e tratti veloci. Dicono poco su cosa succede in autostrada, dove velocità costante e resistenza aerodinamica pesano di più sui consumi. Per misurarlo Out of Spec Testing, canale statunitense specializzato in prove sulle auto elettriche, ha messo a confronto quattro SUV di fascia alta con un metodo diverso dal solito. Le auto non vengono guidate fino a quando la batteria si esaurisce, ma a velocità fissa finché non riescono più a mantenerla. In prova c’erano la BMW iX3, la Tesla Model Y L a sei posti, la Rivian R2 Performance e la Lexus RZ 450e. Il risultato premia nettamente una di loro, ma non per la ragione che ci si aspetterebbe.
Come si è svolta la prova
I quattro SUV sono partite con la batteria carica al 100% e già in temperatura, con le pressioni delle gomme consigliate dal costruttore e il climatizzatore acceso. Hanno percorso lo stesso giro sulla U.S. Route 64 in North Carolina a 113 km/h costanti. La prova finiva quando l’auto non riusciva più a mantenere quella velocità, quindi nessuna è stata guidata fino allo spegnimento. Nessuna delle quattro montava i cerchi più favorevoli all’autonomia. La iX3 aveva i cerchi opzionali da 21”, che riducono l’autonomia dichiarata nel ciclo americano EPA da 698 a 642 km. La Model Y L aveva i cerchi da 20” e un’autonomia EPA di 534 km. La R2 montava i cerchi da 20” con gomme all-terrain molto tassellate, per un’autonomia EPA di 494 km, 37 km in meno rispetto alla versione con cerchi da 21 e gomme stradali. La Lexus, sempre con cerchi da 20”, ha un’autonomia EPA di 414 km.
Vince la batteria più grande
La differenza principale sta nelle batterie. Secondo i tester la iX3 americana ha circa 112 kWh utilizzabili, più dei 108,7 kWh della versione europea. La Rivian ne ha circa 88 e la Tesla tra 84 e 85, mentre per la Lexus la capacità dichiarata di 77 kWh non è direttamente confrontabile, perché in prova l’auto ha usato poco meno di 70 kWh. La prima a fermarsi è stata la Lexus. Era già a metà carica dopo 161 km e ha smesso di tenere i 113 km/h a 304 km. La Rivian ha resistito fino a circa 343 km, consumando 86,8 kWh, cioè oltre 25 kWh/100 km. Sulla R2 hanno pesato il fresco e le gomme all-terrain, perché in una prova precedente, con temperature più alte e gomme stradali, aveva superato i 400 km.
La Tesla consuma meno di tutte
La sorpresa è la Model Y L. Nonostante la batteria più piccola della BMW e la terza fila di sedili, ha percorso 460 km usando 81,1 kWh, con un consumo di circa 17,6 kWh/100 km. È il dato migliore della prova, circa il 15% in meno della BMW. La iX3 era ancora al 42% dopo 309 km. Ha toccato lo zero a circa 536 km e ha continuato fino a 547 km prima di non riuscire più a mantenere la velocità. Ha usato 112,7 kWh, con un consumo di circa 20,6 kWh/100 km. Il distacco è stato del 60% sulla Rivian e del 19% sulla Tesla. La iX3 era l’unica delle quattro con architettura a 800 V. A batteria scarica ha accettato subito 122 kW dal caricatore mobile usato per il test, in pratica tutta la potenza disponibile, mentre la Tesla è partita molto più lentamente. Non era una vera prova di ricarica, ma il vantaggio della BMW non si ferma all’autonomia.
FONTE: InsideEVs
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



