Quando si parla di hypercar si è solitamente attratti dalla potenza del motore, dalla velocità massima, dalla velocità dell’accelerazione o da altri dati di questo tipo. Sanrivatti, azienda nata ad Amsterdam e fondata dall'uruguaiano Santiago Sanchez Rivero, ha scelto un approccio diverso. Il suo primo concept (che non ha ancora un nome ufficiale) è stato annunciato come rivoluzionario e inedito non per le caratteristiche tecniche (che non sono state ancora fornite), ma per un approccio completamente nuovo sul modo di guidare il mezzo. È un'idea che non si era mai vista su un veicolo a quattro ruote. Nel concept di Sanrivatti, infatti, il guidatore sale sdraiato in posizione frontale, prono, con la faccia rivolta verso la strada come un pilota che guida una superbike in assetto da gara.
L’Apex Position

Sanrivatti chiama questa soluzione Apex Position. La premessa di partenza è che la relazione tra guidatore e macchina, nelle hypercar, è rimasta fondamentalmente invariata anche mentre tutto il resto evolveva. «Le prestazioni si sono evolute enormemente», ha detto Sanchez, «ma la connessione fondamentale tra guidatore e macchina è rimasta statica. Per questo stiamo esplorando un'architettura del veicolo centrata sul guidatore.» Il progetto prende esplicitamente ispirazione dalle superbike dove il il corpo del pilota è parte attiva della dinamica.
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— Sanrivatti (@sanrivatti) May 14, 2026
Le silhouette del concept (al momento bozze del disegno, non immagini del prototipo su strada) mostrano una vettura bassa, larga, con passo corto, un tettuccio che ricorda la cupola di un prototipo da gara e un grande alettone posteriore. Vista dall'alto, la forma rimanda a uno squalo martello. Il motore sembra collocato in posizione centrale-posteriore, ma non c’è nessuna conferma in merito. Non ci sono conferme neanche sul tipo di alimentazione, ma l'enfasi sull'''analogico'' e sull'esperienza fisica suggerisce una propensione per il motore termico.

Quello che esiste è un proof-of-concept funzionante. Ed è quello che sembra emergere dai video pubblicati sui profili social di Sanrivatti. Non è un rendering, ma un prototipo con ruote che si muove. Non è ancora la vettura definitiva, ma è una conferma che il progetto ha superato la fase iniziale. Il team racconta di essere in piena fase di ricerca e sviluppo sull'architettura di guida centrata sul corpo umano, studiando postura, equilibrio, linee di visuale e riflessi istintivi del guidatore come punto di partenza del progetto, prima ancora del telaio o dell'aerodinamica.

Sanrivatti ha promesso ulteriori dettagli nei prossimi mesi. Nel frattempo ci sono diversi elementi su cui ragionare. La posizione prona frontale solleva domande pratiche, tra cui il modo in cui accedere e uscire dalla vettura, la compatibilità con le normative e il comfort su strade. Va anche detto che il mercato delle hypercar è pieno di annunci suggestivi che non sempre arrivano alla produzione. L’idea di Sanrivatti è comunque suggestiva e inedita e anche solo per questo interessante vedere come potrebbe evolvere concretamente.
FONTE: CarBuzz
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



