C'è un’idea diffusa per cui tenere un’auto a benzina finché funziona è la scelta più responsabile dal punto di vista ecologico. Il motivo? Produrre un’auto nuova, elettrica o no, consumerebbe comunque risorse ed energia. Quindi tanto varrebbe portare a fine vita l’auto già in possesso prima di passare a una più efficiente.
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science da due ricercatori dell'Università della California a Santa Cruz, ribalta questa convinzione. Nella maggior parte dei casi, sostituire subito un'auto a benzina con un’elettrica riduce le emissioni di CO2, anche se il veicolo sostituito ha solo uno o due anni.
Cosa dice questo studio
I ricercatori hanno analizzato oltre 400 scenari diversi, incrociando variabili come l’efficienza del veicolo endotermico, la dimensione della batteria dell’elettrica sostitutiva, i chilometri percorsi ogni anno e il mix energetico regionale usato per produrre elettricità. Il focus dello studio è il mercato statunitense, dove il mix elettrico varia molto da Stato a Stato. In alcune aree fortemente dipendenti dal carbone il vantaggio climatico dell'elettrico si riduce, mentre nei contesti con più energie rinnovabili aumenta.
In 92 casi su 100 tra quelli modellati, passare all'elettrico il prima possibile è risultato più favorevole per il clima rispetto a continuare a usare l'auto a combustione. Più a lungo un'endotermica resta in circolazione, più CO2 emette nel corso della sua vita utile. Un concetto semplice, ma che lo studio quantifica con precisione su un campione ampio di condizioni reali.
Il nodo centrale di ogni analisi sul ciclo di vita di un'auto elettrica riguarda le emissioni concentrate nella fase di produzione, in particolare della batteria. Superata questa soglia iniziale, l'auto elettrica comincia a generare un vantaggio netto rispetto a un’equivalente a benzina o diesel. Secondo lo studio, il pareggio arriva mediamente attorno ai tre anni di utilizzo, ma i costruttori stanno lavorando per accorciare ulteriormente questo periodo. BMW, per esempio, dichiara che la sua iX3 raggiunge un'impronta di CO2 inferiore rispetto a un modello endotermico comparabile dopo appena 21.500 km, che con una percorrenza media di 11.000 km l'anno equivalgono a circa due anni.
Una volta superato questo punto, il vantaggio dell'elettrico cresce rapidamente. Anche sostituendo un’auto a benzina o diesel di appena uno o due anni, lo studio calcola una riduzione delle emissioni sull’intero ciclo di vita fino al 44%. Va precisato, come fatto più volte dagli autori, che perché questi dati siano validi è necessario che il veicolo sostituito sia rottamato, non rivenduto. Se torna in circolazione, infatti, continua a produrre le sue emissioni altrove, e il beneficio climatico complessivo dell'operazione si riduce o sparisce del tutto.
Lo studio ha indagato la dimensione ecologica, non quella economica. La ricerca, infatti, non ha tenuto conto della convenienza economica di un cambio così anticipato. Il vantaggio climatico dimostrato dallo studio non implica automaticamente che rottamare un'auto giovane e passare all'elettrico sia anche la scelta più sensata dal punto di vista del portafoglio. Ma le due cose non necessariamente vanno di pari passo.
FONTE: UC Santa Cruz
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



