Ridurre le emissioni di CO2 delle auto a combustione è una delle sfide (e delle preoccupazioni) maggiori del settore auto, tanto da essere stata una delle spinte all’elettrificazione. C’è però un dettaglio che, al netto di un discorso ovviamente più articolato, spesso non viene considerato in maniera adeguata. Ridurre (o eliminare) quelle emissioni non significa necessariamente eliminarle alla fonte. Significa anche (ed è quello su cui sta lavorando Mazda) catturarle prima che escano dal tubo di scarico.
Il sistema Mazda Mobile Carbon Capture, presentato al Japan Mobility Show dell’anno scorso, prevede un meccanismo integrato nell'impianto di scarico in grado di trattenere la CO2 prodotta dal motore durante la marcia, invece di lasciarla disperdere in atmosfera.
A distanza di un anno arrivano i risultati del secondo test in gara condotto su questa tecnologia, completato durante la 24 Ore di Fuji, che ha mostrato risultati ben oltre le attese: 804 grammi di CO2 stoccati, contro gli 84 grammi del primo test di novembre 2025. Un miglioramento decisamente significativo.
I risultati e le prospettive

La vettura impiegata è la MAZDA SPIRIT RACING 3 Future Concept (numero 55), alimentata a HVO (l'olio vegetale idrotrattato già in uso commerciale in Europa) che funge da carburante a neutralità carbonica. Rispetto al test precedente, l'auto è stata equipaggiata con un'unità di desorbimento integrata nell'adsorbente a zeolite e un serbatoio di stoccaggio della CO2.
Il funzionamento si basa su un materiale poroso chiamato zeolite. Tra le sue caratteristiche c’è la capacità di intrappolare le molecole di CO2 presenti nei gas di scarico mentre l'auto è in movimento. Quando la zeolite si scalda (sfruttando il calore degli scarichi stessi) rilascia la CO2 accumulata. Questa viene poi compressa da un compressore elettrico e stoccata all’interno di un serbatoio. Questo ciclo è stato ripetuto per l'intera durata della gara con Mazda che lo ha descritto come la prima dimostrazione completa del sistema integrato.

I risultati hanno superato temporaneamente il livello di recupero obiettivo calcolato per un'auto di serie in uso normale. Questo vuol dire che sommando la riduzione delle emissioni garantita dall'HVO alla CO2 catturata dal sistema, Mazda ha confermato la fattibilità teorica di un veicolo a emissioni negative di carbonio, almeno in condizioni controllate e per un periodo limitato.
Il prossimo obiettivo è raggiungere la negatività carbonica in condizioni di gara. Mazda punta a dimostrarlo entro il settimo round della Super Taikyu Series (in programma a novembre 2026) con l'obiettivo di commercializzare il Mobile Carbon Capture entro il 2035.
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



