I marchi cinesi cercano stabilimenti in Europa dove costruire le proprie auto (così da evitare i dazi e migliorare la propria presenza) e le case automobilistiche occidentali sono sempre più disposte a cedere le proprie linee produttive, sempre meno utilizzate. Un fenomeno che abbiamo già visto con Stellantis, che ha ampliato la partnership con Leapmotor aggiungendo nuove linee di produzione nei propri stabilimenti spagnoli, ma anche con Ford, che ha stretto un accordo con Geely per produrre due nuovi SUV elettrici nello stabilimento di Valencia. Renault, però, sembra intenzionata a muoversi con un approccio diverso. La strategia del marchio francese è stata delineata dal CEO François Provost che, in occasione della comunicazione dei risultati finanziari del primo semestre, si è detto aperto a valutare accordi simili in futuro, ma ha precisato che al momento la rete produttiva del gruppo lavora già a piena capacità, senza vuoti costosi da colmare con partnership di questo tipo.
La posizione di Renault
A differenza di altri marchi, Renault sceglie per ora di restare indipendente su questo fronte, puntando sulla propria capacità produttiva interna. Per il momento, quindi, Renault non ha bisogno della produzione cinese. Lo confermano i recenti dati condivisi dall’azienda.
Nel primo semestre 2026 Renault ha registrato ricavi per 30,25 miliardi di euro, in crescita del 9,4-9,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi del solo settore automotive si sono attestati a 26,8 miliardi di euro (+9,3%). Il gruppo è tornato all'utile netto con 700 milioni di euro, ribaltando la perdita di 11,18 miliardi registrata nel primo semestre del 2025. Il margine operativo si è fermato al 5,2%, in calo rispetto al 6% dello stesso periodo dello scorso anno ma comunque sopra le attese degli analisti, ferme al 5%.
A trainare i conti sono state soprattutto le vendite di veicoli 100% elettrici, cresciute del 47,6% su base annua, grazie in particolare al successo della nuova Renault 5. Le elettriche rappresentano ormai una vendita su cinque per il gruppo. Renault ha confermato le previsioni per l'intero 2026, con l’obiettivo di un margine operativo del 5,5% (contro il 6,3% del 2025), nonostante la pressione sui prezzi esercitata in Europa dai marchi cinesi come BYD e Chery, e un impatto atteso di 600 milioni di euro sui costi delle materie prime nella seconda metà dell'anno. Tra le mosse per proteggere i margini, il gruppo ha ridotto del 20% i volumi destinati al noleggio a breve termine, pur in un mercato in crescita del 15%.
Tra le strategie che Renault metterà in atto nella seconda parte dell'anno, ci sono i nuovi modelli come il ritorno della Twingo (questa volta in versione elettrica) e la prima Dacia Sandero ibrida, dopo che quest'ultima si è confermata l'auto più venduta d'Europa nel semestre.
FONTE: Autocar
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.


