Indovinate qual è l’auto straniera preferita in Italia. Se non lo sapete ve lo diciamo noi: è la Dacia Sandero nelle sue declinazioni Streetway (più ''urban'') e Stepway (più ''country'').
Poco meno di 50.000 esemplari in un anno
Conta 49.376 immatricolazioni nel 2025 e ha contribuito in modo concreto al successo di questo modello, che dal lancio nel 2007 a raggiunto i 3 milioni di esemplari e oggi è la numero uno in Europa con poco meno di 300.000 unità (guarda il mercato 2025 di Dacia).
Per quest’anno la compatta si è rifatta il look e sono arrivati nuovi motori e nuova tecnologia di bordo per provare a ribadire il successo degli anni precedenti. L’abbiamo già vista sui giornali e sul web, ma adesso è ora di prenderle le misure da vicino e raccontarvi meglio come cambia la protagonista del mercato italiano ed europeo.

Un restyling che dà carattere alla compatta Dacia
Innanzitutto, scordatevi un look “dimesso” da entry level dei listini. Se una volta compravi una Dacia (guarda la homepage di Dacia Italia) per la sua estrema concretezza e il prezzo basso, ma lasciavi da parte le emozioni, oggi la scegli anche per il look moderno.
Mi piace il frontale, che si è evoluto con fari full LED a T rovesciata, la mascherina a effetto Pixel LED e il nuovo paraurti, che trovano vaga ispirazione dalla Duster (guarda nuova Dacia Duster).
Nei suoi 4,08 metri di lunghezza il profilo resta sostanzialmente uguale, fatto salvo per il disegno dei cerchi in lega. In coda vedo l’inedito design a pixel anche per i fari principali, che sulla Stepway sono collegati da una nuova fascia in nero opaco.

La Stepway aggiunge alcuni dettagli come le protezioni in Starkle (materiale plastico di riciclo) su passaruota, sottoscocca e coperture fendinebbia.
Nel complesso, mi convince questo aggiornamento poiché mantiene inalterata l’anima da utilitaria della Sandero, ma le regala una caratterizzazione più piacevole e personale.

Più tecnologia e digitalizzazione anche per l’entry level
Tuttavia, le novità non sono finite e anticipo che mi sono piaciute. Infatti, una volta a bordo trovo il nuovo sistema multimediale Media Display con schermo centrale da 10,1 pollici (invece dei precedenti 8 pollici) e caricatore a induzione per smartphone. Il sistema aggiunge la connettività Apple CarPlay e Android Auto wireless.
Se scegliete il pacchetto base Media Control il proprio smartphone come display di bordo prevede un'app con nuova interfaccia e nuove funzioni.
Media Nav Live, infine, offre un sistema di navigazione più evoluto. Nuovo anche il design del quadro strumenti digitale da 7 pollici, ove previsto.
Insomma, la digitalizzazione prende piede anche sulla entry level di Dacia e non posso che essersene contento visto che permette di gestire al meglio le funzioni di bordo oltre che la gestione dell’auto.

Interni più vivaci con dettagli inediti
Buono lo spazio, che resta identico a prima, quindi bene davanti e bene per due dietro. Mi piace la levetta del cambio automatico, che spunta dalla console centrale ed è facilmente manovrabile. Buona la capacità del baule, che va da 406 a 1.186 litri (GPL 328/1.108 litri).
Mi piacciono un po’ meno tutte le plastiche rigide che passano sotto le dita: sono un po’ ovunque, ma l’ottimizzazione dei costi non può prescindere da certe scelte di compromesso e succede anche su auto di segmento superiore. Ci sta e ne prendo atto.
Però, in Dacia hanno messo mano agli accostamenti e alle cromatiche dei rivestimenti e dei tessuti per dare una rinfrescata anche agli interni e questo va sottolineato.

Insomma, addio al grigiume di un tempo e largo a sfumature vivaci per dare luce all’abitacolo. Infine, nuovo volante, nuove bocchette di ventilazione e nuovo il furbo sistema YouClip per fissare in modo pratico numerosi accessori nei punti chiave dell’abitacolo. Voto più agli interior designer della casa.

Gamma motori rinnovata: arriva l’ibrido più potente
Ma adesso vengo al piatto forte per il 2026, ovvero le nuove motorizzazioni. Partiamo dal top: inaugurata su Bigster, la nuova motorizzazione Hybrid 155 sarà disponibile anche su Sandero Stepway a partire dal secondo semestre del 2026. In città, sostiene Dacia, è possibile circolare ''fino all’80% del tempo in modalità completamente elettrica''.
Passo al motore bi-fuel benzina-GPL Eco-G 120, che sostituisce il precedente 3 cilindri 1,0 litri turbo da 100 CV con il nuovo 3 cilindri turbo 1,2 litri da 120 CV. È più potente, ma non solo, c’è anche con cambio automatico DCT a sei rapporti e non solamente manuale. Per Sandero TCe 100 si passa da 90 a 100 CV.
Per finire, abbiamo Sandero Stepway sempre disponibile anche con motore benzina 1.0 TCe 110 (cambio manuale a 6 rapporti) e Sandero Streetway anche in formato ''entry level'' 1.0 SCe 65, con cambio manuale a 5 rapporti. Diciamo che una gamma così completa (anche ibrida) è difficile da trovare nella concorrenza. Peccato per il diesel che… non c’è.
Per tutti gli approfondimenti tecnici vi consiglio di dare un’occhiata all’articolo di Lorenzo (leggi l’articolo su nuova Dacia Sandero).

Listini in leggero rialzo, ma con più contenuti
Detto questo, chiudo con il prezzo della nuova Sandero. Senza entrare nel dettaglio di una guida all’acquisto – per questo c’è l’ottimo articolo su Motorbox (scopri il listino di Dacia Sandero 2026) – vi anticipo che nuova Sandero Streetway è disponibile nei tre allestimenti Essential, Expression e Journey a partire da 14.800 euro, anziché i precedenti 13.950 euro. Sono 850 euro in più, del tutto giustificati dai nuovi contenuti.
Invece, nuova Sandero Stepway è venduta nelle varianti Essential, Expression ed Extreme e attacca a 16.500 euro, invece di 16.250 euro. Appena 250 euro di differenza, praticamente trascurabile. A voi piace la nuova Dacia Sandero? Potrebbe essere la scelta giusta come urban-car? Ditemi la vostra.











