Un nome, un picco di serotonina. Il nome (provvisorio) è Dacia Evader, la felicità è quella di chi attende un'auto elettrica al prezzo di una citycar a benzina.
Acquista slancio la voce del debutto, entro il 2026, di una nuova baby Dacia. Facciamo allora il punto della situazione.
E ci appoggiamo a una fonte autorevole, cioè Autocar UK (che propone anche una ricostruzione grafica).
Secondo la testata britannica, la nuova entry-level elettrica del brand romeno sarà svelata nei prossimi mesi e farà il suo debutto ufficiale al Salone di Parigi a settembre, con l’avvio delle vendite previsto entro la fine del 2026, a un prezzo inferiore ai 18.000 euro.
Il progetto di partenza di Dacia Evader (il nome, ripetiamo, è ancora ipotetico) è nuova Renault Twingo E-Tech. Stessa base tecnica, ma identità (e listini) ben distinti: un po' come è sempre accaduto tra Renault Clio e Dacia Sandero.

Dal canto suo, Spring rimarrà in vendita anche dopo l’arrivo di Evader. Dacia sarebbe così l'unico marchio a proporre due citycar elettriche di segmento A contemporaneamente.
A spiegare ad Autocar UK la strategia è Patrice Lévy-Bencheton, responsabile prodotto Dacia, che ha sottolineato come le differenze tra Spring e la sua futura sorella siano evidenti: dimensioni differenti, stile differente, posizionamento prezzo separato.
La nuova citycar elettrica sarà leggermente più grande di Spring, con una lunghezza intorno ai 3,8 metri e una larghezza di circa 1,7 metri, in linea con Twingo.

A livello estetico, invece, il cambiamento sarà netto: il design prenderà spunto da Duster, quindi con forme squadrate e richiami al mondo 4x4.
La produzione dovrebbe venire assegnata al sito Renault di Novo Mesto, in Slovenia: l'origine europea del nuovo modello permetterebbe così a Dacia di evitare i dazi UE sulle auto elettriche cinesi, migliorando la redditività rispetto a Spring, che invece è costruita proprio in Cina.
Secondo Lévy-Bencheton, la coesistenza con Spring durerà circa un anno, con una graduale uscita di scena della citycar che varierà da Paese a Paese, in base a incentivi locali, domanda di mercato, strategie commerciali.
Torneremo presto in argomento, perché l'argomento è molto, molto interessante...




