Mancano pochi giorni alla presentazione ufficiale della nuova generazione della Citroen Berlingo. Il 18/19 giugno, trent’anni dopo la prima versione di un modello che ha fatto scuola, verrà mostrata la nuova multispazio del marchio francese. Nel frattempo Citroën ha confermato che la quarta generazione del Berlingo non arriverà prima del 2030, e che il modello continuerà a puntare sulla praticità, sulla semplicità e sugli spazi generosi. Senza tentazioni di diventare un SUV.
A fare chiarezza sulla direzione del progetto è stato il CEO di Citroën Xavier Chardon, che in un'intervista ha descritto il futuro Berlingo come un modello «assolutamente radicato nella filosofia del “di più per meno”». Un posizionamento che il marchio intende espandere, non abbandonare.
Le due anime del Berlingo
La novità più significativa riguarda la piattaforma. Il nuovo Berlingo non condividerà la base con l'ELO, il concept presentato a Bruxelles a gennaio 2025 che anticipa un futuro MPV familiare di ispirazione più moderna (erede spirituale della C4 Picasso). Stellantis ha scelto di tenere separati i due progetti con il Berlingo che poggerà su un'architettura LCV (veicolo commerciale leggero), pensata per sostenere l'intera gamma di furgoni di Citroën, Peugeot, Fiat e degli altri marchi del gruppo.
«Berlingo e ELO – ha spiegato Chardon – sono due tipi di veicolo diversi. In passato avevamo il Berlingo da un lato e la famiglia Picasso dall'altro. Il Berlingo è ancora più essenziale in termini di semplicità, e serve un bagagliaio molto, molto più capiente.»
Una logica che Andrew Cowell, responsabile del design LCV di Stellantis, ha confermato guardando al mercato: «Il Berlingo sta diventando un prodotto sempre più internazionale, ed è lì che dobbiamo evolvere. La ricetta c'è già; in futuro diventerà ancora più rilevante.»
Una vocazione familiare
Cowell ha anche offerto una lettura controcorrente rispetto al dominio dei SUV: «Il SUV sta diventando complicato come prodotto in certi mercati; leggi e regolamenti ci spingeranno in direzioni diverse. Penso che la maggior parte delle persone creda di sapere cosa vuole... finché non arrivano i figli. Allora cambiano. Diventano i loro genitori.»
Sul fronte delle motorizzazioni si seguirà una strategia multi-energia. Come avevamo già riportato, il diesel è tornato sulla Berlingo nel 2026 dopo che Stellantis aveva provato a eliminarlo. Cowell ne conferma la logica: «C'è ancora un mercato per il motore diesel per via della coppia; questi veicoli trasportano molto peso in base all'uso che ne fanno i clienti. Poi, se si vuole entrare e uscire dalle città, serve anche la versione elettrica.»
Dal punto di vista stilistico, non ci saranno grandi rivoluzioni. La forma generale resterà vicina all'attuale, con un aggiornamento visivo per allinearlo all'estetica più recente del marchio Citroën. Cowell ha citato alcuni elementi intoccabili che si tramandano di generazione in generazione: la grafica della portiera anteriore e «quel piccolo rialzo sul montante D», dettagli che «ancorano il modello all'originale».
Nel frattempo, la terza generazione (che ha debuttato nel 2018 ed è stata recentemente aggiornata) ha ancora diversi anni di vita davanti. «Abbiamo trent'anni di successo con il Berlingo, sia sul lato MPV che su quello commerciale – ha concluso Chardon – Saremmo sciocchi a smettere.»
FONTE: Auto Express
| Allestimento | CV / Kw | Prezzo |
|---|---|---|
| Berlingo Blue HDi 100 S&S Plus | 100 / 75 | 26.050 € |
| Berlingo Blue HDi 130 S&S Max | 131 / 96 | 29.800 € |
| Berlingo Blue HDi 130 S&S EAT8 Max | 131 / 96 | 31.500 € |
| Berlingo e-Berlingo Plus | - / - | 35.800 € |
| Berlingo e-Berlingo Max | - / - | 38.250 € |
Per ulteriori informazioni su listino prezzi, caratteristiche e dotazioni della Citroen Berlingo visita la pagina della scheda di listino.
Scheda, prezzi e dotazioni Citroen BerlingoDimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




