Dopo aver mosso i primi passi nel mondo dell'elettrico con la MX-30, ma che appartiere a un progetto ormai datato, e aver poi nettamente alzato il livello con la berlina 6e (leggi la prova di Mazda 6e), Mazda prosegue il suo approccio al mondo dei BEV. Lo fa con la nuova CX-6e, modello dalle linee eleganti e dall’alto contenuto tecnologico, che condivide la base progettuale proprio con la berlina presentata pochi mesi fa, ma cambia completamente prospettiva: qui si sale più in alto e si abbraccia il mondo dei SUV.
La 6e mi era piaciuta fin da subito per la sua innata raffinatezza e per la tecnologia che promette comfort e piacere di guida in chiave elettrica, ma ero curioso di toccare con mano la gemella a ruote alte e devo dire che la CX-6e è stata una bella sorpresa, che va scoperta poco alla volta. Vi spiego perché.
- Mazda CX-6e: il design
- Mazda CX-6e: gli interni
- Mazda CX-6e: infotainment e sicurezza
- Mazda CX-6e: scheda tecnica
- Mazda CX-6e: dinamica di marcia
- Mazda CX-6e: prezzi

UN SUV CHE VUOLE FARSI GUARDARE
Parto con una premessa: la CX-6e è costruita sulla piattaforma elettrica EPA1 di Changan, partner cinese di Mazda. Questo SUV, condivide gran parte della tecnologia con la Deepal S07 (guarda Changan Deepal S07). Detto ciò, torno sulla CX-6e e la prima cosa che si nota è che non cerca di nascondere le sue dimensioni.
Con 4,85 metri di lunghezza e 1,94 metri di larghezza ha misure impattanti, ma il lavoro sulle proporzioni lo fa apparire filante ed equilibrato. Il design sviluppato in Europa a stretto contatto con il centro stile giapponese segue l'evoluzione del famoso linguaggio Kodo Soul of Motion introdotto nel 2010 e che ha permesso di vincere il World Design Car of the Year alla Mazda3 nel 2020: superfici pulite, linee fluide e muscolose con un look che non lascia indifferenti.
Davanti si fa notare
Il frontale della CX-6e è uno dei dettagli più appariscenti: belle le luci diurne super affilate e interessante la cornice bassa a LED della calandra, oppure il logo illuminato, mentre le maniglie a filo e le portiere con cristalli senza cornice aggiungono un pizzico di modernità. Anche i montanti posteriori sono studiati per accompagnare i flussi d'aria e rendere la silhouette più filante. Infine, il tetto inclinato verso la coda offre una prospettiva sportiveggiante, che non guasta di certo.
Insomma, la CX-6e non è semplicemente una Mazda6e trasformata in SUV: ha una personalità tutta sua. E se volete il massimo per originalità, la colorazione della carrozzeria Nightfall Violet cambia sfumatura a seconda della luce e dona una presenza scenica davvero esclusiva.

SPAZIOSO, PREMIUM E TECNOLOGICO
L'abitacolo è quasi minimale, molto arioso e dominato dalla tecnologia, ma senza rinunciare a materiali e finiture da auto di categoria superiore. La qualità percepita è uno dei punti forti: è molto luminoso grazie al tetto panoramico in cristallo, le superfici sono quasi del tutto in eco-pelle anche in audace bi-colore e sotto i polpastrelli passano materiali pregiati. L'assemblaggio è robusto, per una sensazione di grande solidità. Le zone in plastica rigida restano lontano dalla vista. La consolle centrale su due livelli è massiccia, ma molto pratica e non disturba eccessivamente le ginocchia. L’ho sempre detto: per attenzione al dettaglio Mazda è il più “europeo” dei costruttori asiatici.

Dietro, comodi come in business class
Il passo di 2,90 metri aiuta parecchio chi viaggia dietro. Il pavimento piatto libera spazio per i piedi e rende più facile accomodare fino a tre persone, mentre i sedili anteriori, quasi delle vere e proprie poltrone regolabili, elettricamente e climatizzabili, sono pensati anche per affrontare viaggi lunghi: solidi, con imbottiture sostenute ma morbide il giusto, avvolgono per bene il corpo senza cedimenti. Sulla versione Takumi Plus la dotazione arriva a ventilazione e riscaldamento per le due sedute esterne in seconda fila, oltre a un display touch posteriore per gestire il climatizzatore, la tendina elettrica del tetto panoramico e il comfort dei sedili.

Ok, lo spazio per i bagagli è giusto
Abbastanza buona anche la capacità del bagagliaio: da 468 a 1.434 litri reclinando gli schienali (divisibili 60:40), più un vano anteriore da 80 litri per accogliere altri oggetti. Tradotto: cavo di ricarica davanti, valigie dietro e famiglia pronta a partire.
L'unica scelta che mi lascia qualche dubbio? Lo schienale posteriore non è reclinabile nella più pratica modalità 40:20:40. Ma mi permetto di derubricarla a semplice ''disattenzione''. Invece, non finisce di convincermi la collocazione sulle portiere dei due piccoli schermi degli specchietti esterni digitali (di serie sulla versione top di gamma). Trovo innaturale guardare cosa accade dietro da quella posizione. Sarà questione di abitudine?
IL DIGITALE SI PRENDE TUTTO IL COCKPIT
Un altro elemento che attira l’attenzione a bordo è sicuramente il ponte di comando. Il vero protagonista è il grande display orizzontale da 26'' con risoluzione 5K, uno schermo divisibile che concentra strumentazione e sistema multimediale. È una soluzione d'effetto e decisamente più scenografica della tradizionale plancia Mazda. A questo si aggiungono head-up display, che funge da cruscotto per le informazioni di marcia, comandi vocali e gestuali, la ricarica wireless per lo smartphone e un impianto audio che arriva a 23 altoparlanti.

In plancia, zero comandi analogici
Anche qui, mezzo voto meno per la gestione completamente “touch” dei servizi di bordo compresi clima (con pompa di calore), radio e tutti i menù del complesso multimediale. Richiamare alcune funzioni è un po' macchinoso e avrei preferito qualche comando fisico in più per i soliti motivi di praticità e sicurezza. Tuttavia, ammetto che i conandi vocali sono d'aiuto e basta un po' di apprendistato per destreggiarsi nei menù a disposizione.

Connesso ed efficiente
In sostanza, tutta la gestione del SUV giapponese passa per la connettività di ultima generazione, con soluzioni come Apple CarPlay e Android Auto che fanno da contorno a un sistema nativo sofisticato ed efficiente.
Mi piace l'idea dei poggiatesta anteriori con speaker integrati e canali separati per guidatore e passeggero: ognuno può parlare o ascoltare ciò che vuole, senza disturbarsi a vicenda. Un dettaglio, magari non indispensabile, ma che racconta bene la direzione hi-tech presa dalla CX-6e.
Sulla sicurezza niente sconti
Sul fronte ADAS, la dotazione comprende sistemi di assistenza evoluti, tra cui cruise control adattativo con Stop & Go e monitoraggio a 360 gradi. Non mancano i sistemi più evoluti come Blind Spot Assist, frenata automatica di emergenza e mantenimento attivo della carreggiata. L'obiettivo è rendere più rilassante e sicura la vita a bordo, soprattutto nei lunghi trasferimenti e nelle manovre.

MAZDA CX-6E: LA SCHEDA TECNICA
| Motore | elettrico, posteriore |
| Potenza - coppia max | 258 CV - 290 Nm |
| Velocità - acc. 0-100 km/h | 185 km/h - 7,9 secondi |
| Cambio - trazione | presa diretta - posteriore |
| Dimensioni - baule - frunk | 4,85 x 1,94 x 1,62 - 468/1.434 litri - 80 litri |
| Batteria - autonomia | 78 kWh - 468/484 km |
| Ricarica | CA 11 kW - CC fino a 200 kW |
| Consumo medio | 18,9 - 19,4 kWh/100 km |
| Prezzo | da 46.750 euro (da 49.750 euro Takumi Plus) |

LA POTENZA GIUSTA PER IL GUSTO DI GUIDARE
Ma adesso è arrivato il momento di capire se il SUV a corrente conserva il famoso Jinba Ittai Mazda (la connessione intuitiva tra una Mazda e il suo guidatore). Il motore posteriore ha 190 kW, equivalenti a 258 CV, con 290 Nm di coppia. Secondo me una potenza non elevata, ma sufficiente per muovere con disinvoltura gli oltre 2.100 kg di questo SUV sfruttando l’erogazione immediata ed efficace propria dei BEV: lo 0-100 km/h richiede 7,9 secondi e la velocità massima è di 185 km/h.
Energia con la giusta moderazione
Attenzione, non è un soggetto che cerca la botta violenta. Preferisce una spinta energica ma progressiva e pulita, perfettamente coerente con il carattere Mazda. Appena affondo sull'acceleratore, la risposta è pronta, ma non esagerata. E forse è proprio questo il bello: si viaggia di spada o fioretto a seconda delle necessità e della strada percorsa.
In città basta sfiorare il pedale destro per scattare al semaforo, fuori dai centri urbani potete sfruttare una piacevole dinamica complessiva, generata anche dalla giusta ripartizione dei pesi, dallo sterzo ''robusto'' e diretto e da sospensioni ben tarate.

C’è solo con trazione posteriore
La spinta dalle ruote posteriori, almeno sulla carta, promette un comportamento omogeneo, anche rispetto a tanti SUV elettrici tutti improntati alla trazione integrale. Mazda parla di guida precisa e reattiva, mentre la batteria sotto il pavimento contribuisce a mantenere basso il baricentro. Il risultato è essere un buon compromesso tra agilità e comfort, senza dimenticare il piacere di guida che il marchio considera da sempre una sua firma.

Batteria e autonomia possono bastare?
La batteria LFP da 78 kWh (unica disponibile) assicura fino a 484 km di autonomia per la versione Takumi con cerchi da 18”, che scendono a 468 sulla Takumi Plus con i cerchi da 21”. La ricarica rapida in corrente continua arriva fino a 200 kW: per un pieno di elettricità in 24 minuti e dal 30 all’80% recuperabili in 15 minuti. Mentre in corrente alternata, con una potenza massima di 11 kW, si fa rifornimento completo in 8,5 ore. Per un SUV di queste dimensioni e con un consumo rilevato durante il test drive di circa 16,9-17 kWh/100 km è un biglietto da visita interessante anche per chi non vuole limitarsi agli spostamenti cittadini. Le modalità di guida, poi, permettono di gestire al meglio la frenata rigenerativa, per migliorare l'efficienza complessiva della CX-6e.
La mia impressione è che la casa giapponese abbia scelto una strada intelligente: meno numeri eclatanti e più equilibrio complessivo. La CX-6e non promette di essere la più “palestrata” del segmento, ma una delle più piacevoli con cui macinare chilometri. E, sinceramente, per un SUV elettrico da famiglia non è affatto un difetto. Insomma, la famosa filosofia Mazda Jinba Ittai di connessione uomo-macchina e confermata anche a bordo di questo sport utility elettrico.

PREMIUM, MA NELLA GIUSTA DOSE
Il listino parte da 46.750 euro per la CX-6e Takumi, già molto completa di accessori, mentre la Takumi Plus sale a 49.750 euro e aggiunge, tra le altre dotazioni, finiture bicolore, retrovisori digitali ed elementi per incrementare il comfort dei passeggeri (guarda la homepage Mazda Italia).
Guardando a dimensioni, dotazione, capacità della batteria e qualità percepita, la Mazda CX-6e ha l’ambizione di posizionarsi come alternativa interessante ai modelli premium più costosi. Si tratta di un SUV che va apprezzato poco alla volta e col quale occorre passare un po’ di tempo insieme per valutarlo fino in fondo. Questo perché vuole essere tecnologico, confortevole e moderno, certo, ma anche piacevole da guidare e da vedere, senza inutili eccessi, soprattutto al volante. In ogni caso, a me ha convinto, ma voi cosa ne pensate?
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.














