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Lamborghini contro Denza e YangWang, per il CEO Winkelmann le supercar cinesi mancano ancora l’emozione


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4 ore fa - Per il CEO di Lamborghini manca ancora il fattore emozionale .

Stephan Winkelmann non considera le supercar elettriche cinesi una minaccia per Lamborghini, ma ammette che lo scenario potrebbe cambiare.
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Quando parliamo di auto cinesi dobbiamo iniziare a occuparci anche di supercar. Anche queste stanno, per diversi aspetti, crescendo. Le supercar cinesi, infatti, stanno iniziando a presentarsi con numeri che fino a pochi anni fa sembravano impensabili. Ma Lamborghini non sembra preoccuparsene. La Denza Z, presentata al Goodwood Festival of Speed, arriva a 1.606 CV, scatta da 0 a 100 km/h in meno di due secondi e raggiunge 349 km/h. Prestazioni che la mettono sulla carta alla pari, e in alcuni casi oltre, con quelle dei modelli dei grandi marchi europei.

In questo campo non c’è solo la Denza Z. Già lo scorso anno la YangWang U9, sotto-marchio di lusso di BYD, aveva stabilito un record di velocità, segnando il primo vero campanello d’allarme per il settore. Da allora la sfida cinese alle supercar tradizionali non arriva più da un singolo modello isolato, ma da una strategia di più marchi che puntano apertamente ai vertici delle prestazioni.

Numeri che però, secondo Stephan Winkelmann, non bastano a rappresentare una vera minaccia per Lamborghini. Intervistato da Auto Express, il CEO della Casa di Sant’Agata Bolognese ha spiegato che alle nuove supercar elettriche cinesi manca ancora un elemento fondamentale per conquistare il pubblico delle supersportive tradizionali: l’emozione. Una posizione che riflette anche la scelta di Lamborghini di rinunciare, almeno per ora, a una sportiva completamente elettrica.

Le supercar cinesi non sanno emozionare?

Interrogato sulla nuova generazione di supercar cinesi, Winkelmann non ha usato mezzi termini. «Non lo vediamo come una minaccia», ha dichiarato, spiegando che la ragione sta proprio nella natura elettrica di questi modelli. Secondo il manager italo-tedesco, la scelta di Lamborghini di non produrre ancora auto completamente elettriche nasce da una precisa visione del mercato, e la stessa logica guida il modo in cui l’azienda guarda ai competitor cinesi. Per Winkelmann, quindi, alle auto elettriche manca ancora ciò che rende speciali le Lamborghini: le prestazioni dei loro motori, il sound e le emozioni che regalano alla guida.

Quello che emerge dalle parole del CEO di Lamborghini, però, è più una critica alle supercar a batteria, quindi all’elettrificazione di questa tipologia di auto, più che alla loro provenienza geografica. Potrebbero essere oggetto della stessa analisi anche tutte le supercar non cinesi che hanno scelto di puntare sull’elettrico e di dimostrare come questo sia comunque in grado di offrire prestazioni notevoli e, almeno nelle intenzioni, emozioni equivalenti a quelli di una supercar tradizionale.

Non tutte le supercar cinesi sono uguali

La strategia di Lamborghini, del resto, è nota da mesi. Dopo aver più volte rinviato il progetto della Lanzador, la prima Lamborghini completamente elettrica, l’azienda ha deciso di cancellarlo definitivamente, puntando tutto sui powertrain ibridi plug-in e sulla conservazione del leggendario V12 il più a lungo possibile. Winkelmann si dice soddisfatto di questa scelta, sostenendo che anche i clienti del marchio sembrano condividerla.

C’è però un fronte su cui Lamborghini potrebbe dover abbassare la guardia prima del previsto. Great Wall Motors sta sviluppando una supercar con un V8 biturbo da 4 litri plug-in hybrid, montato su una monoscocca in fibra di carbonio, pensata esplicitamente per sfidare la Ferrari SF90 Stradale. Se il costruttore cinese riuscisse a proporre una vera alternativa a combustione interna, l’argomento usato oggi da Winkelmann perderebbe gran parte della sua forza.

Lo stesso Winkelmann non ha voluto chiudere del tutto la porta a un cambio di scenario futuro, ammettendo che la situazione potrebbe evolvere. Resta da vedere se i prossimi modelli cinesi, elettrici o a combustione, riusciranno davvero a colmare quel divario emotivo su cui oggi Lamborghini conta di costruire gran parte della propria identità e del proprio successo.

FONTI: CarscoopsAutoExpress

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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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