Un paio di mesi fa, il tuner Zacoe aveva già sollevato il velo su una prima elaborazione dedicata all'erede della Huracán, incattivendo una berlinetta a motore centrale che di certo non soffriva di deficit di personalità.
Quello, però, era soltanto l'antipasto. L'atelier ha infatti svelato il secondo capitolo di questo progetto, e questa volta l'ago della bilancia pende decisamente verso l'esagerazione visiva.
All'anteriore la carrozzeria si allarga di 50 mm per lato, mentre al retrotreno i passaruota si estendono di ben 70 mm ciascuno. Conti alla mano, la larghezza posteriore complessiva cresce di 14 centimetri, modificando in modo profondo le proporzioni dell'auto.

Uno studio in 3D per millimetri di esagerazione
Il programma, battezzato Stage Two Widebody nasce da una scansione tridimensionale completa della carrozzeria della supercar, analizzando ogni singolo punto di ancoraggio originale della Casa.
Al frontale, diversi elementi derivano direttamente dal primo pacchetto sviluppato dal tuner, come il paraurti specifico, lo splitter inferiore e il disegno del cofano. La vera novità di questo step è l'aggiunta degli ampi passaruota bombati in fibra di carbonio, caratterizzati dalle feritoie superiori che richiamano il mondo delle competizioni.
L'allargamento ha permesso di spingere le ruote verso l'esterno, lasciando gran parte del battistrada visibile quando si osserva la vettura da dietro. La sezione posteriore viene completata da una grande ala fissa, da una pinna stabilizzatrice centrale e da un air scoop in carbonio sul tetto che convoglia l'aria direttamente verso il vano motore.

Un'estetica divisiva in attesa dei prezzi ufficiali
Zacoe non ha ancora comunicato i dettagli relativi ai prezzi di listino dello Stage Two, né ha chiarito se i singoli componenti di questo bodykit saranno acquistabili separatamente o esclusivamente in un unico pacchetto indivisibile.
Trattandosi di modifiche così marcate, è naturale che il risultato estetico possa non incontrare i gusti di tutti i puristi del marchio di Sant'Agata Bolognese.
Resta il fatto che per alcuni possessori della Temerario, desiderosi di anticipare visivamente i tratti di una futura e ipotetica variante estrema sulla falsariga della vecchia Huracán STO, questa elaborazione rappresenta una risposta concreta e immediata.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.












