Ci sono automobili che fanno riaffiorare i ricordi ancora prima di accendere il motore. Per me la Honda Prelude è una di queste. Alla fine degli anni Novanta rappresentava una delle più interessanti interpretazioni del concetto di coupé giapponese, capace di unire stile, tecnologia e piacere di guida.
Provai il modello di quinta generazione e mi rimase impresso non tanto per il suo design un po' squadrato e, per me, poco ''emozionale'', quanto per la sua tecnologia avanzata. Il motore V-TEC con distribuzione a fasatura variabile era una prerogativa di Honda che ottimizzava le prestazioni. L'asse posteriore sterzante 4WS, introdotto addidittura nel 1987 sulla terza generazione della coupé giapponese, lo avremmo rivisto realizzato in grande serie solo vent'anni dopo su alcuni modelli europei top di gamma.
Chiuso il momento tecnologico “amarcord”, oggi il nome Prelude è tornato in vita, ma con un approccio differente. Al posto dei motori 2.0 o 2.2 litri aspirati troviamo un sofisticato sistema full-hybrid, pensato per coniugare buone prestazioni e otima efficienza.
- Honda Prelude: il design
- Honda Prelude: gli interni
- Honda Prelude: il sistema ibrido
- Honda Prelude: l’infotainment
- Honda Prelude: la scheda tecnica
- Honda Prelude: come va
- Honda Prelude: il prezzo
- Honda Prelude: le conclusioni

Qualche mese fa Emanuele aveva già raccontato la nuova Prelude su MotorBox (leggi l’analisi di Emanuele), ma volevo capire di persona questa definizione della sportività secondo la casa giapponese. L’ho osservata, toccata con mano e guidata. Adesso vi racconto le mie sensazioni.
LINEE PULITE E PROPORZIONI DA SPORTIVA
Dal vivo la nuova Prelude ha una presenza scenica che le fotografie non riescono a trasmettere fino in fondo. È una sportiva dai tratti eleganti, con superfici tese ma mai eccessive, capace di attirare gli sguardi senza bisogno di spoiler vistosi o prese d'aria esagerate.
Il cofano corto e la coda più distesa creano un originale effetto “motore posteriore” dando origine a proporzioni insolite. Il tetto scende con continuità verso il lato B, mentre i passaruota ben pronunciati danno alla fiancata una piacevole sensazione di solidità.
Anche davanti la personalità non manca. I gruppi ottici sottili dialogano con una calandra molto pulita, mentre il paraurti evita inutili esercizi di stile. Mi piace questa scelta: Honda ha preferito lavorare sulle proporzioni piuttosto che sugli effetti speciali.
Con una lunghezza di 4,53 metri, la Prelude rimane abbastanza compatta da risultare agile nel traffico cittadino, ma sufficientemente importante da sembrare una vera gran turismo. È un equilibrio che apprezzo molto, perché le permette di essere elegante senza diventare ingombrante.
Mi permetto di osservare che Honda non ha voluto riprodurre la Prelude di trent'anni fa, ma ha interpretato il concetto di coupé secondo i gusti e le esigenze di oggi. Può piacere o no, ma personalmente gradisco questa scelta.

QUALITÀ ELEVATA E BUONA POSIZIONE DI GUIDA
Aprendo la porta si ritrova immediatamente quell'atmosfera di precisione che caratterizza i modelli più recenti della Casa giapponese. L'abitacolo riprende l'impostazione della Civic, ma introduce materiali, rivestimenti e dettagli specifici che rendono l'ambiente più ricercato, ai confini del lusuoso.
La prima cosa che noto è la posizione di guida. Ci si siede molto in basso, con le gambe distese e il volante regolabile per trovare la migliore triangolazione possibile. In pochi secondi scopro l'assetto ideale e mi sento subito ben integrato a bordo.
I sedili sportivi sono uno dei punti a favore dell'auto. Offrono un ottimo sostegno laterale quando la strada si riempie di curve, ma non sacrificano il comfort durante i lunghi trasferimenti. Dopo diverse ore al volante non avverto particolare affaticamento, segno che l'ergonomia è stata studiata con attenzione.
La Prelude resta comunque una 2+(quasi) 2 posti; quindi, è giusto non aspettarsi miracoli nella seconda fila. Due adulti – diciamocelo – non ci stanno, con lo spazio per i piedi assente e per la testa limitato dalla linea filante del tetto. Per bambini o ragazzi i posti risultano appena adeguati. Personalmente non considero questo un limite assoluto: chi sceglie una coupé accetta volentieri dei compromessi, altrimenti si orienterebbe altrove.

Sa anche essere pratica
Sorprende invece la praticità del vano di carico. La capacità del bagagliaio da 269/760 litri, chiuso da un pratico portellone, è sufficiente per un weekend in coppia e, reclinando gli schienali, permette di trasportare anche oggetti piuttosto voluminosi. L’unico limite? La soglia è molto alta da terra, ma non stiamo parlando di una wagon e l’auto riesce a essere abbastanza concreta anche nella vita quotidiana.
Un altro aspetto che mi convince è la qualità percepita. Plastiche morbide nei punti giusti, assemblaggi ben fatti e comandi dal funzionamento preciso restituiscono quella sensazione di solidità tipica della casa giapponese.
Anche la visibilità è migliore di quanto immaginassi. È vero, sei seduto in basso, ma il parabrezza è piuttosto ampio e i montanti sono piuttosto sottili, da restituire una buona percezione visiva. Di fatto, questa soluzione la rende una di quelle coupé dove ti senti subito a tuo agio, appena salito a bordo.

L'IBRIDO CHE CAMBIA L’IDEA DI SPORTIVITÀ
Se il design è bilanciato e tutto sommato moderno e attraente, è il motore a raccontare la vera filosofia della nuova Prelude. Sotto il cofano lavora il più recente sistema e:HEV di Honda, evoluzione di quello già visto sulla Civic, ma affinato per adattarsi al carattere più dinamico della coupé.
La meccanica abbina un quattro cilindri 2.0 benzina a ciclo Atkinson da 143 CV a un motore elettrico con una potenza di 184 CV e una coppia massima di 315 Nm. Le prestazioni sono piuttosto brillanti senza sconfinare nell’eccesso, se mi passate il termine: lo 0-100 km/h viene coperto in 8,2 secondi, mentre la velocità massima raggiunge i 188 km/h.

Interazione perfetta
Sono numeri interessanti, ma raccontano solo una parte della storia. La particolarità del sistema Honda è infatti il suo funzionamento. Nella maggior parte delle situazioni è il motore elettrico a spingere la vettura, mentre quello termico lavora soprattutto come generatore di energia. Solo quando serve la massima efficienza, ad esempio nei lunghi trasferimenti autostradali, il quattro cilindri viene collegato direttamente alle ruote.
È una soluzione tecnica super efficiente ed efficace, che dopo pochi chilometri si fa apprezzare in modo “naturale”. L'erogazione è sempre lineare, le partenze avvengono in silenzio e le transizioni tra motore elettrico e termico sono quasi del tutto impercettibili.
È uno di quei sistemi che non obbliga il guidatore ad adattare il proprio stile di guida, fra “più elettrico” o “meno elettrico”, ma lavora in autonomia per ottenere il miglior compromesso tra prestazioni e consumi.

CONNETTIVITÀ SEMPLICE DA USARE
Detto ciò, una volta seduto al volante, l'impressione di modernità viene confermata anche dalla plancia. Davanti agli occhi trova posto un quadro strumenti da 10,2'', completamente digitale e configurabile, mentre al centro della console spicca il display da 9'', attraverso il quale si gestisce il sistema multimediale.
Honda non ha inseguito effetti grafici spettacolari, preferendo un'interfaccia intuitiva e molto rapida nelle risposte. Dopo pochi minuti, si riescono a utilizzare tutte le funzioni principali senza dover cercare menu nascosti, parola di boomer. Apple CarPlay e Android Auto wireless funzionano perfettamente, mentre la navigazione risulta sempre chiara.
Apprezzo soprattutto la presenza di alcuni comandi fisici per climatizzatore e regolazione del volume. In un'epoca in cui quasi tutto passa dal touchscreen, poter intervenire senza distogliere lo sguardo dalla strada rappresenta ancora un grande vantaggio.
La dotazione di ADAS è completa. La Prelude dispone del pacchetto Honda Sensing con cruise control adattivo, mantenimento attivo della corsia, frenata automatica d'emergenza, monitoraggio dell'angolo cieco, riconoscimento della segnaletica e assistenza nel traffico. Sistemi che lavorano in maniera discreta, intervenendo solo quando realmente necessario e senza risultare invasivi.

HONDA PRELUDE e:HEV: LA SCHEDA TECNICA
| Motore | 2,0 litri, 4 cilindri, benzina, full hybrid |
| Potenza | 184 CV |
| Coppia | 315 Nm |
| Velocità massima | 188 km/h |
| 0-100 km/h | 8,2 secondi |
| Trazione | anteriore |
| Trasmissione | automatica (monomarcia) |
| Dimensioni | 4,53 x 1,88 x 1,35 m |
| Bagagliaio | da 269 a 760 litri |
| Peso a vuoto con conducente | 1.480 kg |
| Prezzo | da 50.900 euro |

EQUILIBRIO DINAMICO PRIMA DI TUTTO
Dal mio punto di vista, la parte più interessante della prova arriva quando il traffico si dirada e la strada comincia a disegnare una bella sequenza di curve. È qui che la Prelude fa capire quale sia la sua vera personalità. Non è una sportiva estrema, tutt’altro, ma una gran turismo compatta che mette sempre a proprio agio.
L'accelerazione beneficia della spinta immediata del motore EV, che rende ogni ripresa pronta e fluida. L'auto guadagna velocità con naturalezza, senza strappi e senza quella sensazione di ''slittamento'' tipica di alcune trasmissioni ibride tradizionali.
Puoi simulare le cambiate
In effetti, mi manca il gusto di comandare un cambio, qui c’è una trasmissione monomarcia, ma una piacevole sorpresa è la modalità S+ Shift, che simula un sequenziale a 8 rapporti. Ero piuttosto scettico prima della prova, invece mi sono dovuto ricredere. L'elettronica ricrea il comportamento di un cambio automatico tradizionale attraverso variazioni di coppia, sonorità e risposta dell'acceleratore. Il risultato non sostituisce affatto una trasmissione sportiva convenzionale, ma aumenta il coinvolgimento nella guida con sensazioni meno filtrate e più sincere.
Anche l'Active Sound Control contribuisce a rendere l'esperienza più appagante. Vero è che il suono artificiale non mi ha mai convinto, ma in questo caso rimane discreto e accompagna l'accelerazione senza risultare invadente, aggiungendo un pizzico di carattere che ben si sposa con l'indole della vettura.
A convincermi sono stati anche gli ammortizzatori adattivi. In modalità standard filtrano piuttosto bene le asperità dell'asfalto, regalando un comfort quasi da berlina. Selezionando il programma più dinamico il controllo dei movimenti della carrozzeria aumenta sensibilmente, ma senza compromettere il comfort a bordo.
Lo sterzo è preciso, progressivo e trasmette una buona quantità di informazioni. Non raggiunge il livello di comunicatività di una Civic Type R da 329 CV (leggi la prova di Civic Type R), ma sarebbe un paragone ingeneroso. Sono convinto che la Prelude nasca con un obiettivo diverso dalla “Racing Civic”: offrire un piacere di guida autentico senza costringere il guidatore a compromessi. Insomma, per i track day meglio la Civic Type R, non c’è dubbio.
Efficace ed efficiente
Tuttavia, secondo me, questo è un suo punto di forza. La Prelude si lascia guidare con naturalezza, infonde fiducia fin dai primi chilometri e riesce a essere divertente senza impegnare troppo. Una qualità non del tutto scontata fra le coupé moderne. Inoltre, i suoi quattro Drive Mode (Comfort, GT, Sport, Individuale), modellano la risposta in base alle vostre richieste e rendono la guida più confortevole o coinvolgente. Anche i consumi confermano la bontà del progetto. Durante la prova ho rilevato valori molto interessanti: circa 4,2 litri/100 km in città, 5,3 litri/100 km nell'extraurbano e 6,5 litri/100 km in autostrada.

ESCLUSIVA E CON UNA DOTAZIONE COMPLETA
Il capitolo finale riguarda inevitabilmente il prezzo. La nuova Prelude e:HEV Advance viene proposta a partire da 50.900 euro, una cifra importante per una coupé compatta, ma che va letta alla luce della dotazione molto ricca e della sofisticazione tecnica del progetto.
Di serie troviamo praticamente tutto ciò che serve: è una di quelle automobili che non obbligano a sfogliare il listino degli optional per ottenere un equipaggiamento completo, le dotazioni principali ve le ho elencate nel corso dell’articolo.

HONDA PRELUDE: TIRIAMO LE SOMME
Insomma, Honda (guarda la homepage di Honda Italia) avrebbe potuto realizzare una coupé nostalgica, cercando di riproporre le emozioni “analogiche” della vecchia Prelude. Invece ha preferito realizzare un'auto coerente con l’attualità, capace di miscelare piacere di guida ed efficienza per tutti i giorni.
Naturalmente qualche compromesso esiste. I sedili posteriori e lo spazio a disposizione non sono certo pensati per quattro adulti e le performance si riconducono a una guida più “soft”, che “hard”. Sono però dettagli che non cambiano il buon giudizio complessivo. A me è piaciuta, ma voi cosa ne pensate della coupé giapponese? Ditemi la vostra.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.














