In principio era il lusso. È una nuova Genesi, per l'auto coreana, lo sbarco in Italia di un marchio di sangue blu del quale hai sentito parlare (bene, probabilmente), ma del quale non ti sei mai interessato veramente, perché tanto da noi non viene importato.
Devi cambiare prospettiva, perché Genesis, il brand Hyundai di auto di lusso, adesso (o meglio: a primavera) approda ufficialmente anche sul mercato italiano.
Siccome non siamo qui per fare il copia-incolla dei comunicati stampa, cerchiamo di spiegare a modo nostro cosa sono queste macchine, perché arrivano proprio ora e se hanno davvero le carte in regola per impensierire la triade tedesca.
La ''Lexus'' di Seul
Per capire cos'è Genesis, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, precisamente al 1989.
In quell'anno, Toyota decise che per battere i mostri sacri europei nel segmento lusso non bastava fare una ''super Toyota'': serviva un marchio nuovo, un'identità diversa. Nacque Lexus.
Genesis è esattamente la stessa operazione, ma in salsa coreana.
Nata nel 2015 come costola premium del Gruppo Hyundai, è il braccio armato spedito a conquistare chi cerca materiali nobili, design ricercato e tanta tecnologia, ma è stanco del solito ''già visto'' teutonico.

Se Hyundai e Kia hanno dimostrato che i coreani sanno fare SUV solidi ed auto elettriche che caricano a velocità luce, Genesis serve a dire ''Sappiamo fare anche il lusso che non urla, ma sussurra qualità''.
In soli dieci anni, Genesis si è affermata tra i primi dieci marchi premium al mondo, superando 1,5 milioni di auto vendute: un tasso di crescita da record.
Dopo il debutto nel 2021 in Germania, Regno Unito e Svizzera, nel 2026 il brand approda dunque in Italia, ma anche in Francia, Spagna e Paesi Bassi. Dalla Genesi, a un autentico Euro Esodo.
La gamma al debutto (scossa!)
Dimentica i motori termici, almeno per questo primo sbarco. In Italia, Genesis arriva con una formazione 100% elettrica, niente mezze misure. I modelli sono tre e puntano a segmenti ben precisi:
1. Genesis GV60
È la ''piccola'' (si fa per dire, siamo sui 4,5 metri).
Un C-SUV che sotto la pelle condivide la piattaforma E-GMP con Ioniq 5, ma con un abito decisamente più sartoriale e una dinamica di guida più affilata.
È l'auto per chi vuole distinguersi nel traffico urbano, senza sembrare un audace pioniere del design astratto.
2. Genesis GV70
Il SUV medio, lunghezza di 4,7 metri.
Qui si punta alla sostanza: tanto spazio, finiture che al tatto fanno capire dove sono finiti i vostri soldi e una tecnologia che - dicono in Genesis - lavora in silenzio per non stressare chi guida.
3. Genesis G80
La ''berlinona'', l'ammiraglia di rappresentanza che sfida Classe E e Serie 5.
Lunga, elegante, quasi regale. G80 è il manifesto del brand: quella che serve a far capire che i coreani hanno imparato a cucire la pelle e a trattare il metallo come i migliori artigiani del Vecchio Continente.
''Son-nim'': ospitalità, non solo vendita
Nel comunicato si cita l'espressione “Son-nim”. Tradotto dal coreano: trattare il cliente come un ospite d’onore in casa propria.
In soldoni: Genesis non vuole essere il concessionario dove entri, firmi e arrivederci. Vogliono puntare tutto su un'esperienza d'acquisto meno ''aggressiva'' e più curata.

Un po' come quando entri in un hotel a cinque stelle e qualcuno ha già capito che ti serve un caffè prima ancora che tu lo chieda. Vedremo se la prova dei fatti (e dei piazzali) darà loro ragione.
Quando e dove le vedremo?
Il cronoprogramma è serrato. Le danze si aprono a primavera 2026:
Showroom: si parte con Padova e Roma. Entro la fine dell'anno ne arriveranno altri due.
Test Drive: con l'apertura dei listini in primavera, sarà possibile toccare con mano le auto e provarle su strada.
Assistenza: la rete post-vendita verrà implementata parallelamente per coprire il territorio entro il 2028.

L'azzardo (necessario) delle corse
Un marchio premium senza pedigree sportivo, in Europa, fatica. Ecco perché Genesis ha deciso di sporcarsi le mani con il fango e l'olio della WEC (World Endurance Championship).
Nel 2026 la vedremo correre a Imola con la Hypercar GMR-001. Un modo per dire: ''Non facciamo solo salotti su ruote, sappiamo anche come si vince in pista''.
In conclusione
Genesis non è più ''quella marca coreana di cui si parla bene in America''.
È una realtà che atterra in Italia con le idee chiare: elettrico di lusso, design ''Athletic-Elegance'' (tradotto: muscoli ed eleganza) e un servizio cliente che punta a far sentire speciali.
Il paragone con Lexus non è solo una suggestione: è la strategia per cambiare la percezione dell'auto made in Korea, definitivamente.











