C’è chi restaura le Porsche 911, chi le colleziona e chi… le scolpisce nel marmo. È il caso di Casper Braat, artista olandese che ha fatto della reinterpretazione scultorea degli oggetti quotidiani la propria cifra stilistica. E tra tutti, sembra avere un debole particolare per la 911 raffreddata ad aria.
Negli ultimi anni Braat ha infatti trasformato in marmo alcuni dei componenti più iconici della sportiva di Zuffenhausen: dal cerchio Fuchs al paraurti anteriore, dalla porta al coperchio del motore, fino ad arrivare a un flat-six completo, scolpito con un livello di dettaglio sorprendente. Di questo passo, verrebbe da dire, gli manca poco per assemblare un’intera 911… da museo.

Dettagli maniacali, degni di Zuffenhausen
Osservando le opere da vicino, colpisce la precisione quasi ossessiva. Le griglie di ventilazione e la scritta Porsche sul cofano motore sono nette, pulite, perfettamente leggibili. Come le scritte sullo pneumatico di marmo.
Certo, se una 911 d’epoca è già famosa per la sua longevità meccanica, sostituire metallo, gomma e plastica con il marmo significa puntare all’eternità. Addio ruggine, ma attenzione al peso! Sarà (solo) per quello, che Donatello e Canova non sono famosi rivali di Enzo Ferrari? Chi lo sa...

Perché una 911 in marmo?
Secondo quanto spiegato dallo stesso artista, l’idea è quella di trattare oggetti comuni e industriali con lo stesso rispetto riservato alle statue degli dèi greci o degli imperatori romani. Un modo per elevarli, strapparli alla loro funzione e trasformarli in simboli.
“Gli oggetti diventano parte di ciò che siamo e aggiungono status alla nostra esistenza”, si legge ancora nella descrizione delle opere. Ed è facile capire perché, per rappresentare il mondo dell’automobile, Braat abbia scelto proprio la 911.
“Dovremmo festeggiare il nostro mondo commercializzato, con tutte le sue imperfezioni”, sostiene Casper Braat, “almeno finché ne abbiamo la possibilità”. Un monito che a ben guardare, coi tempi che corrono, suona alquanto funesto.






