Ma con le auto elettriche si può risparmiare? Questa è la tipica domanda che si sente fare quando si discute delle BEV. Secondo Motus-E che ha provato a fare alcuni calcoli, in un momento in cui benzina e diesel costano molto a causa del caro carburante, la mobilità elettrica rappresenta una soluzione concreta per ridurre la spesa delle famiglie italiane.
La convenienza dell'elettrico aumenta, e contestualmente cresce pure la rete di ricarica tradizionale.
100 km con un'auto elettrica o endotermica, quale conviene?
Secondo i calcoli di Motus-E basati sulle ultime rilevazioni, con l’80% delle ricariche effettuate a casa e il 20% alle colonnine pubbliche, percorrere 100 km con un'auto elettrica costa in media circa 5,50 euro, contro gli 11,60 euro di un’analoga auto a benzina e gli 11,50 euro di una diesel. Il tutto senza considerare abbonamenti, pacchetti e offerte degli operatori di ricarica.

Se si ricarica solo a casa, il vantaggio aumenta. Si scende in media a circa 4,5 euro per 100 km: circa il 60% in meno rispetto alla benzina. E se anche non si può ricaricare a casa o al lavoro, il beneficio rimane, con una spesa che si attesta in media a 9,4 euro per 100 km (-19% rispetto alla benzina, -18% rispetto al diesel).
Ipotizzando una percorrenza totale di 12.000 km all'anno, il risparmio rispetto a un'auto a benzina può arrivare a superare gli 850 euro all'anno.
Total cost of ownership più basso
La convenienza è ancora maggiore considerando anche tutti i costi di gestione e quindi pure manutenzione, assicurazione e bollo. Il Total cost of ownership è a vantaggio delle BEV.
Motus-E fa l'esempio delle city car. L'analisi evidenzia con risparmio netto rispetto alla benzina di circa 3.300 euro in 6 anni nonostante un costo d'acquisto più elevato, ipotizzando una percorrenza annua di 12.000 km e una ricarica per l’80% domestica.
La convenienza può addirittura aumentare nei segmenti superiori, anche grazie ai costi di manutenzione che nelle auto elettriche sono sensibilmente più bassi.
Cresce la rete di ricarica in Italia
A fine settembre 2026, erano 88.368 i punti di ricarica a uso pubblico installati nel nostro Paese, in aumento di 18.096 unità nei 12 mesi.
Cresce in particolare la rete in corrente continua ad alta potenza. Infatti, quasi il 30% dei punti di ricarica posati nell'ultimo anno è di tipo veloce e ultraveloce e il tasso dei punti di ricarica installati dagli operatori, ma in attesa di connessione dai distributori locali, è pari al 12,3%, in calo rispetto al 14,9% medio del 2025.
Guardando alle autostrade, i punti di ricarica raggiungono quota 1.569 unità (dalle 1.274 del settembre 2025 e le 1.057 del settembre 2024), di cui l’85% è di tipo veloce in corrente continua e il 57% supera i 150 kW di potenza. Complessivamente, più della metà delle aree di servizio autostradali è dotata ormai di infrastrutture per la ricarica.
La Lombardia è ancora in testa alla classifica delle Regioni con più punti di ricarica a uso pubblico, mentre Milano si attesta al primo posto tra le province.
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