L'Italia è ancora molto lontana dal numero di auto elettriche previsto per il 2030. Alla fine del 2025 sulle strade del nostro Paese circolavano 362.224 vetture completamente elettriche, appena lo 0,9% di un parco auto che conta 41,8 milioni di unità. Il rapporto del Servizio Studi della Camera dei Deputati mette così nero su bianco la distanza tra la situazione attuale e il traguardo di oltre 4 milioni di BEV previsto previsto dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima) entro la fine del decennio, cifra che sale a circa 6 milioni se si contano anche le ibride plug-in. Un divario enorme da colmare in appena cinque anni.
I numeri del rapporto
Il quadro delle nuove immatricolazioni racconta una dinamica meno drammatica, ma comunque lontana dagli obiettivi. Nel 2025 le auto elettriche hanno rappresentato il 6,2% delle vetture vendute, con le ibride plug-in al 6,5%. Numeri in crescita rispetto agli anni precedenti, ma insufficienti a colmare rapidamente il divario tra il parco circolante e gli obiettivi per il 2030.
Il rapporto della Camera inserisce il dato sull'elettrico in un'analisi più estesa sulla diffusione delle energie rinnovabili in Italia. Nel 2025 la quota di rinnovabili sul totale dei consumi energetici nazionali è salita al 20,5%, dopo tre anni fermi tra il 18,9 e il 19,5%. Ma anche qui resta lontana dal 25,3% che il PNIEC aveva indicato come traguardo per il 2030. Tra i settori analizzati, i trasporti risultano quello più indietro in assoluto. Qui la quota di energia rinnovabile impiegata nel comparto si ferma al 9,8%, contro un obiettivo 2030 fissato al 34,2%. Un divario che riguarda non solo l'elettrico, ma l'intero mix di soluzioni a basse emissioni per la mobilità, comprese le alternative ai carburanti fossili tradizionali.
Il rapporto dedica spazio anche ad altre due strategie per la decarbonizzazione dei trasporti. Il biometano utilizzato come carburante ha registrato una crescita netta negli ultimi anni. Dal 2019 al 2025 il suo impiego è aumentato di otto volte, raggiungendo 342 mila tonnellate equivalenti di petrolio (ktep). Nonostante il balzo, la cifra resta lontana dagli 877 ktep attesi nei trasporti entro il 2030, ai quali si sommano 3.186 ktep di usi termici che il rapporto definisce «oggi quasi assenti».
Sul fronte idrogeno, il 2025 segna un passo simbolico. I consumi di idrogeno rinnovabile, pari a zero negli anni precedenti, hanno iniziato a comparire nei dati ufficiali. La traiettoria del PNIEC indica 707 ktep come obiettivo al 2030, un traguardo che parte quindi sostanzialmente da zero.
Un divario che il mercato da solo non colmerà
I numeri del rapporto della Camera confermano una tendenza già emersa in altre analisi di settore. Il parco circolante italiano rimane troppo vecchio rispetto a quanto la transizione energetica richiederebbe, mentre le nuove immatricolazioni elettriche, pur in crescita, non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi prefissati nei tempi indicati dagli obiettivi europei. Colmare un divario di questa portata in appena cinque anni richiederebbe un'accelerazione difficile da immaginare con le attuali dinamiche di mercato, a meno di interventi strutturali sul fronte degli incentivi, delle infrastrutture di ricarica e del prezzo di acquisto delle vetture elettriche che, almeno per il momento, si fatica anche solo a immaginare.
FONTE: ANSA
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



