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BMW, il CEO: “Le auto cinesi hanno prezzi incomprensibili”. Ma dice no ai dazi


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58 minuti fa - Il numero uno di Monaco dice no ai dazi, sì ad accordi volontari.

Il CEO BMW Nedeljković critica i prezzi delle cinesi in Europa ma si oppone a nuovi dazi, preferendo intese volontarie
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Il mercato europeo dell’auto si trova davanti a un problema che divide sempre più l’industria: come affrontare la concorrenza dei costruttori cinesi senza trasformare la sfida commerciale in una guerra dei dazi. A riaccendere il dibattito è Milan Nedeljković, CEO di BMW, secondo cui alcune auto cinesi vengono vendute in Europa a prezzi «non comprensibili dal punto di vista imprenditoriale». La posizione del manager tedesco, però, non si traduce in una richiesta di nuove barriere commerciali. Al contrario, Nedeljković propone di puntare su accordi volontari e condizioni di mercato condivise.

No ai dazi, sì a intese volontarie

Nonostante il tono d’allarme, Nedeljković respinge con fermezza l’ipotesi di nuove barriere tariffarie. «Dazi aggiuntivi costituirebbero un intervento ancora maggiore, per questo sostengo accordi volontari basati su condizioni eque», ha spiegato, aggiungendo che «nessuno è interessato a un’escalation». Una posizione che lo distingue da altri dirigenti dell’automotive europeo, i quali chiedono invece regole più stringenti sul contenuto locale dei veicoli e l’estensione delle tariffe anche ai modelli ibridi plug-in.

Il contesto in cui arriva la dichiarazione non è casuale. La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, sta valutando nuove misure per affrontare quello che definisce un deficit commerciale insostenibile con la Cina, mentre le vendite BMW nel mercato cinese si sono ridotte sensibilmente negli ultimi anni, passando dalle 847.900 unità del 2021 alle 626.000 del 2025. Attualmente l’Unione Europea applica dazi compresi tra il 17% e il 35,3% sui veicoli elettrici prodotti in Cina.

È interessante però sottolineare che la stessa casa di Monaco produce in Cina, per l’esportazione, la versione completamente elettrica della Mini. Il gruppo tedesco ha già criticato più volte i dazi europei sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi, temendo che possano innescare un’escalation commerciale dannosa per tutti gli attori coinvolti, inclusa sé stessa. BMW chiede condizioni di mercato eque nei confronti della concorrenza cinese in Europa, mentre si affida essa stessa alla manifattura cinese per rifornire il mercato europeo con la Mini elettrica, sfruttando esattamente quel vantaggio strutturale che ora giudica sleale quando è la concorrenza a beneficiarne.

FONTE: Reuters

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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