Ultimamente la Casa delle Pleiadi si è data parecchio da fare con i crossover elettrici dai nomi un po' complicati. Eppure, spulciando tra i registri dei marchi depositati, è spuntato qualcosa che potrebbe finalmente far battere il cuore a chi preferisce la guida rasoterra a quella panoramica.
In Australia, la casa delle Pleiadi avrebbe infatti registrato due marchi che non lasciano indifferenti: ACX e ACX STI. Cosa possiamo ipotizzare su questa mossa che arriva direttamente dal ''Sottosopra''?
Un nome che arriva dal passato
Il nome ACX non è un’invenzione dell’ultimo minuto. Pochi lo ricordano, ma al Salone di Tokyo del 1985 Subaru presentò il concept ACX-II ed è su quel lontano prototipo che si basano rumor e speculazioni riguardo a un eventuale nuovo modello omonimo.
La Subari ACX II era una coupé dalle linee affilate basata sulla XT, mossa da un sei cilindri boxer da 2.7 litri e dotata di trazione integrale permanente con differenziale centrale. Un oggetto decisamente intrigante per l’epoca, che oggi torna d'attualità.
Coupé 2+2 o l'ennesimo SUV?
Oggi, però, intorno a queste tre lettere regna il mistero totale. Le teorie che circolano tra gli addetti ai lavori sono diverse e tutte piuttosto succose. Alcune persino troppo, tanto da sconfinare nel totalmente irrealistico
C’è chi con il nome ACX sogna una coupé 2+2, una sorta di risposta alla nuova Honda Prelude, capace di affiancare la trazione integrale alla ricetta che già conosciamo sulla BRZ.
Vedere il badge STI su un modello di serie, non limitato e non riservato al solo mercato giapponese, sarebbe una notizia bomba, considerando che l'ultima WRX STI ci ha salutato nel 2021.
Un'altra ipotesi fa seguito all'ipotesi di divorzio tra Toyota e Subaru, che possano prendere strade diverse per la prossima generazione di GR86 e BRZ. Se così fosse, la ACX potrebbe essere l’erede spirituale sviluppata interamente in casa Subaru.
Al contrario, c’è chi ipotizza che la collaborazione continui, magari condividendo la base tecnica con la nuova Toyota Celica (già confermata), che dovrebbe tornare alle origini rallystiche con trazione AWD e motore ibrido. Chissà.
Piedi per terra: il fattore Australia
Resta però una possibilità molto più pragmatica: la ACX potrebbe rivelarsi l'ennesimo crossover compatto, magari con un allestimento estetico un po’ più aggressivo firmato STI.
Il fatto che il marchio sia stato registrato in Australia — un mercato che con Subaru ha un legame fortissimo ma dinamiche tutte sue — potrebbe anche significare che si tratti di un modello destinato a non toccare mai l'asfalto europeo.
In ogni caso, quando leggi STI accanto a una sigla inedita, è difficile non restare a guardare. Vedremo se dal Sottosopra arriverà davvero qualcosa capace di farci entusiasmare.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




