Omoda 7 SHS-P: prova completa del nuovo SUV plug-in hybrid
Prova video

Omoda 7 plug-in hybrid: guida elettrica e qualità premium, a un prezzo che convince. La prova


Avatar di Emanuele Colombo, il 29/01/26

3 giorni fa - Omoda 7 plug-in hybrid: prova su strada, caratteristiche, autonomia e prezzi in Italia

Scopri la Omoda 7 plug-in hybrid: prova su strada, autonomia, dotazioni, scheda tecnica e prezzi in Italia del nuovo SUV cinese

Una delle rivelazioni del 2025 è stata Omoda 5 SHS-H, SUV medio di produzione cinese che alla prova dei fatti si è dimostrato un modello interessantissimo. Ora debutta il fratello maggiore Omoda 7, che ho provato in versione plug-in hybrid. Le impressioni dopo il test drive, prezzi, caratteristiche e scheda tecnica.

Omoda 7 SHS-P plug-in hybrid, vista lateraleOmoda 7 SHS-P plug-in hybrid, vista laterale

Design, interni e dimensioni del SUV Omoda 7

Primo impatto: spaziale! Omoda 7 sembra un'astronave, con quel suo taglio netto e affilato del frontale e quella griglia a esagoni digradanti che creano uno spiccato effetto 3D, con un gioco di concavità e convessità sinuoso che spinge l'acceleratore sulla modernità estrema. 

Visto di lato, la fiancata è morbida e le curve ben raccordate: qui gli spigoli sfumano un una linea fluida e filante. Il taglio della fiancata all'altezza del terzo montante è per Omoda un tratto caratteristico, dice la casa, e certo richiama alla memoria la sorella minore Omoda 5.

Ma un po' anche Nissan Qashqai, a ben guardare, e pure Lexus RX, che certo sono arrivati per primi con questa soluzione stilistica. Fa niente: Omoda 7 offre un gran colpo d'occhio e una personalità spiccata, che guarda al futuro con una buona dose di eleganza, senza trascurare il dinamismo.

Ai lati del fascione spiccano decorazioni luminose a motivi esagonali che filtrano dal fascione stesso: un effetto speciale che le foto documentano bene, ma non presente sull'auto in prova e che forse non arriveranno in Italia.

Al posteriore, le luci chiamate ''Lightning'' hanno un andamento a zig-zag un po' appariscente: forse l'unico lato un po' carico in un design altrimenti equilibratissimo.

Omoda 7, le decorazioni luminose nel frontaleOmoda 7, le decorazioni luminose nel frontale

Misure e qualità percepita

Lunga 4,66 m e con un bagagliaio nell'ordine dei 537 litri, prima di rinunciare alle sedute posteriori, Omoda 7 è proposta unicamente in configurazione a cinque posti.

Cinque posti veri, però, con l'aiuto del pavimento perfettamente piatto che migliora l'abitabilità del quinto passeggero così come la possibilità di carico, quando non vuoi perdere tempo a mettere la sacca da palestra nel bagagliaio.

La qualità percepita è davvero elevata, per merito dei rivestimenti morbidi in ecopelle e tessuto scamosciato che rivestono la massima parte dell'abitacolo, con pannelli porta posteriori rifiniti esattamente come gli anteriori.

Qualche plastica dure lasciata a nudo, a ben guardare, c'è, ma solo nella parte bassa dell'abitacolo: dalla linea di cintura in giù. Una semplificazione in cui cadono ormai da anni anche i più blasonati marchi premium europei, comunque. 

Protagonista degli interni è l'ampio display dell'infotainment che misura ben 15,6 pollici. Ma non sono tanto le dimensioni a distinguerlo, quanto la sua capacità di traslare e posizionarsi al centro oppure davanti al passeggero anteriore, per lasciargli il comando delle operazioni.

Lo schermo si muove con un comando touch nel menu delle scorciatoie: una tendina che si apre tirando verso il basso il margine superiore del display. Oppure facendo scorrere verso destra o sinistra quattro dita sul touch screen.

Il display torna automaticamente al centro quando innesto la retromarcia, per mostrarmi le immagini della retrocamera, che trovo di serie fin dall'allestimento base (i sensori di parcheggio arrivano invece sull'allestimento superiore).

Omoda 7 SHS-P plug-in hybrid, il display dell'infotainment spostato davanti al passeggeroOmoda 7 SHS-P plug-in hybrid, il display dell'infotainment spostato davanti al passeggero

Al volante della Omoda 7

Mi metto al volante della Omoda 7 SHS-P e noto subito la posizione di guida alta e dominante, insieme a un'imbottitura del sedile molto tonica. Anche regolando la seduta all'altezza minima, non corro il rischio di scambiare il SUV cinese per una berlina troppo cresciuta.

La plancia ha un design pulito e ordinato, visto che i comandi sono quasi tutti touch. Persino la regolazione degli specchi retrovisori si attiva con un apposito menu dell'infotainment.

Pochi i comandi fisici sulle razze del volante e sul mobiletto centrale: modalità di guida, sbrina vetri, lampeggianti di emergenza e poco altro. Per muoversi con disinvoltura attraverso tutte le molteplici funzioni dell'auto bisogna prendere le misure a menu e scorciatoie.

Ben leggibile è lo schermo della strumentazione digitale da 8,9 pollici: la corona del volante non ne oscura alcuna parte, ma il confronto con il maxi schermo a centro plancia è poco equilibrato al colpo d'occhio. Lo avrei preferito più grande.

In manovra è pressoché obbligatorio affidarsi alla retrocamera, visto che la visuale posteriore è molto sacrificata. Un po' come su tutti i crossover recenti, del resto. Specie i SUV coupé.

Omoda 7 SHS-P plug-in hybrid, lo schermo da 8,9'' della strumentazioneOmoda 7 SHS-P plug-in hybrid, lo schermo da 8,9'' della strumentazione

Impressioni di guida

Oggetto della prova di Omoda 7 è la versione SHS-P, con Super Hybrid System in versione plug-in hybrid. Un sistema analogo a quello della cugina Jaecoo 7, che per ora prevede la sola trazione anteriore, ma fornisce una buona autonomia elettrica e consumi contenuti anche con la batteria scarica.

Secondo quanto dice Omoda, l'accumulatore da 18,4 kWh consente fino a 92 km di guida 100% elettrica con ogni ricarica, per un'autonomia complessiva che raggiunge i 1.200 km.

Il sistema sfrutta un motore termico a ciclo Atkinson (più efficiente del classico ciclo Otto) accoppiato a due motori elettrici e a un cambio automatico a tre velocità.

Uno dei due motori elettrici fa da generatore e, una volta esaurita la carica alla spina, mantiene la batteria tra il 15 e il 20% della carica per massimizzare l'efficienza della guida ibrida. In questo modo il consumo medio si attesta sui 6 l/100 km, dice Omoda. Dato che verificherò in una prossima prova consumi sul nostro circuito standard del MotorRing.

A differenza di tante rivali, la Omoda 7 è poi una plug-in che accetta ricariche anche in corrente continua: potenza massima 40 kW, per tagliare i tempi dalle colonnine pubbliche.

Con questa modalità si passa dal 30 all'80% della carica in 20 minuti, mentre servono 6 ore per un pieno completo (partendo dal 25%) da una presa domestica a 3 kW e 2 ore e 40 minuti da una wallbox a 6,6 kW. 

Alla guida della Omoda 7 SHS-P plug-in hybridAlla guida della Omoda 7 SHS-P plug-in hybrid

Su strada con la Omoda 7 plug-in hybrid

Niente palette al volante, qui: l'auto fa tutto da sola e le sensazioni sono quelle di un'auto full electric, per la reattività dell'acceleratore, la fluidità della progressione e la silenziosità di marcia.

A ciò contribuiscono i cristalli stratificati fonoisolanti e un sistema elettronico che sfrutta gli altoparlanti dell'impianto premium Sony per attenuare i rumori con suoni che li contrastano. Un trucco ''tecnomagico'' da vettura premium.

La scheda tecnica recita 279 CV e 365 Nm di coppia; 180 km/h di velocità massima e uno 0-100 km/h in 8,4 secondi e di certo alla Omoda 7 non manca la prontezza in ripresa. Anche se la spinta si diluisce alla svelta, al salire della velocità.

L'assetto rigoroso infonde sicurezza tra le curve, al prezzo di avvertibili scuotimenti sugli ostacoli asimmetrici (tipo quando prendi un tombino con le ruote di un solo lato dell'auto, per capirci).

Sui dossi è ben molleggiata, anche se questo esalta la senzazione di pesantezza di un auto che stazza quasi due tonnellate in ordine di marcia, allineandosi alla concorrenza delle tedesche premium.

Peccato per lo sterzo molto leggero e filtrato: sembra quello di un videogame arcade e non trasmette alcuna informazione sul lavoro delle gomme sull'asfalto. Bene per il comfort, ma il coinvolgimento nella guida sportiva ne risente un po'.

A voler cercare il pelo nell'uovo, anche la forma del volante non mi fa impazzire: è squadrato e dà il suo contributo al look, facendo apparire l'interno più moderno, ma sui tornanti un classico volante rotondo è più comodo da manovrare.

Altro dettaglio che trovo scomodo è che il freno a mano elettrico non si sblocchi se prima non ho allacciato la cintura di sicurezza: in pratica sono costretto a legarmi come un salame anche solo per mettere l'auto in garage. Una funzione che da noi non è obbligatoria e si potrebbe tranquillamente deprecare.

Scheda tecnica della Omoda 7 SHS-P plug-in hybrid

Motore 4 cilindri, 1,5 litri, turbo-benzina, plug-in hybrid
Potenza massima 279 CV
Coppia massima 365 Nm
Velocità 180 km/h
0-100 km/h 8,4 secondi
Autonomia 92 km
Cambio automatico a 3 velocità
Trazione Anteriore
Dimensioni 4,66 x 1,88 x 1,67 m
Bagagliaio da  537 a 1.371 litri litri
Peso 1.945 kg
Prezzo da 38.900 euro

Quando arriva e quanto costa

Omoda 7 è già disponibile in Italia nella versione SHS-P plug-in hybrid. Il prezzo parte da 38.900 euro, che la mette in diretta concorrenza con la cugina Jaecoo 7. In fase di lancio è però prevista un'offerta che riconosce 4.000 euro in caso di permuta o rottamazione.

Ricca la dotazione di serie già dall'allestimento base Pure, che comprende display centrale da 15,6 pollici, retrocamera, quadro strumenti digitale da 8,9 pollici, Apple CarPlay e Android Auto wireless, clima bi-zona, volante e sedili anteriori riscaldati, ricarica wireless per due smartphone e 8 airbag.

Gli mancano i sensori di parcheggio, ma niente rinunce in fatto di stile, che prevede mancorrenti sul tetto, luci full LED, cerchi in lega da 19 pollici e, all'interno, rivestimento in tessuto ed ecopelle. Va detto che la versione più interessante è il livello successivo Premium, che costa poco di più, ma offre davvero tanto di più.

Ecco quella da scegliere

Omoda 7 Premium costa infatti 41.900 euro e per soli 3.000 euro aggiunge sedili anteriori elettrici, ventilati e riscaldati con funzione memory lato guida, Head-Up Display, schermo centrale traslabile elettricamente (che costringe a eliminare il cassetto davanti al passeggero), audio Sony con 8 altoparlanti e telecamere di manovra a 540°, che guardano anche sotto l'auto.

Questa versione la riconosci subito per i cerchi in lega da 20 pollici, per il tetto panoramico, per gli interni in ecopelle e per le luci ambiente multicolore estese, che accrescono ulteriormente le sensazioni premium che già si respirano sulla Omoda 7 base. Meno evidente, ma comodo, il portellone elettrico.

Dalla dotazione rimangono fuori i sedili anteriore con funzione massaggio e il supporto chaise longue per il passeggero, oltre al parcheggio automatico e da remoto, che sono invece compresi sull'allestimento Premium Pro da 43.400 euro.

Contrariamente a quanto precedentemente comunicato, la garanzia copre l'intero veicolo per 8 anni o 160.000 km e grazie a un centro logistico sito in Italia, Omoda garantisce la consegna di eventuali ricambi in 24/48 ore in tutta la Penisola. Scopri di più sul sito ufficiale.

Omoda 7 SHS-P: il video della prova

VEDI ANCHE




Pubblicato da Emanuele Colombo, 29/01/2026
Tags
Gallery
  • Gallery - immagine 2#
  • Gallery - immagine 3#
  • Gallery - immagine 4#
  • Gallery - immagine 5#
  • Gallery - immagine 6#
  • Gallery - immagine 7#
  • Gallery - immagine 8#
  • Gallery - immagine 9#
  • Gallery - immagine 10#
  • Gallery - immagine 11#
  • Gallery - immagine #12
  • Gallery - immagine #13
  • Gallery - immagine #14
  • Gallery - immagine #15
  • Gallery - immagine #16
  • Gallery - immagine #17
  • Gallery - immagine #18
  • Gallery - immagine #19
  • Gallery - immagine #20
  • Gallery - immagine #21
Vedi anche